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Come può diventare difficile far andare d’accordo soggetto e verbo. È la storia delle concordanze

Quando il raccordo tra soggetto e verbo può creare indecisione. La soluzione ce la dà Monolo Trinci con le sue lezioni di grammatica
Accordanza tra soggetto e verbo

Tra i problemi che affliggono il parlante e lo scrivente medio vi sono le concordanze, cioè quel logico collegamento grammaticale che ci deve essere tra le parti variabili del discorso e, in questo caso specifico, tra il soggetto e il verbo.

Quando si hanno diversi soggetti separati da una virgola o da una congiunzione, il verbo va al singolare o va al plurale?

Non potete neanche immaginare quante volte mi è stata posta questa domanda su Instagram e su TikTok. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, analizzando alcuni casi.

Quando il complemento fa compagnia

Quando in un inciso, cioè quella frase che si inserisce all’interno della principale senza alterarne il significato, c’è un complemento di compagnia (con chi?

), il verbo va al singolare:

Marco, insieme a (o insieme con) Daniele, è andato a giocare a calcio.

Anche l’esempio conferma quello che ho sostenuto in precedenza: l’inciso è un elemento esterno alla frase principale, tanto che il verbo non lo “riconosce”.

Quando si è disgiunti

Un’altra situazione che potrebbe far venire qualche dubbio allo scrivente è quando di mezzo c’è la congiunzione disgiuntiva «o». Se c’è un’alternativa tra due soggetti, il verbo per forza di cose dovrà essere al singolare, perché la presenza di un soggetto esclude l’altro:

Il ragazzo o la ragazza che desidera seguire il mio corso di italiano, dovrà contattarmi al mio indirizzo email.

Se sei un ragazzo, ovviamente escluderai la ragazza; se sei una ragazza, invece, escluderai il ragazzo.

L’accordo è ugualmente al singolare, quando inseriamo un secondo elemento, che sta lì per spiegare meglio il primo, dando più informazioni o ribadendolo con altre parole:

La solitudine, la paura di dover ricominciare tutto da capo, lo faceva sentire una nullità.

Tanti soggetti, uno dietro l’altro

Un caso diverso, invece, lo abbiamo quando soggetti diversi sono posti uno dietro l’altro. È banale dire che il verbo che li segue è al plurale, ma ho inserito questo caso soprattutto per far conoscere al lettore un altro modo di usare la punteggiatura:

Marco, Francesca, Michele sono andati allo stadio insieme.

Se ci fate caso, non ho usato la congiunzione «e» per collegare l’ultimo nome al penultimo (Marco, Francesca e Michele), ma ho collegato i tre nomi per asindeto, cioè ho congiunto gli elementi con un segno di punteggiatura debole, la virgola.

L’asindeto forse più noto è nella celeberrima frase latina di Giulio Cesare:

Veni, vidi, vici.

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