Politica

Draghi, telefonata con Biden sull’Afghanistan: coordinamento sull’evacuazione, disperazione all’aeroporto di Kabul

Il presidente Draghi ha sentito telefonicamente Joe Biden per concordare una linea comune sulla gestione della crisi in Afghanistan, mentre la diplomazia si muove per evitare il disastro umanitario
colloquio telefonico draghi biden

La crisi dell’Afghanistan continua a tenere in scacco la politica occidentale, con i leader che fronteggiano il fallimento del ritiro dal Paese asiatico, caduto in mano ai talebani. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è nell’occhio del ciclone per la gestione dell’evacuazione, mentre scene di terrore e caos continuano ad arrivare da Kabul. Biden ha sentito il presidente del Consiglio Mario Draghi in un colloquio telefonico, discutendo dell’approccio comune in vista del prossimo G7.

Telefonata tra Biden e Draghi sull’Afghanistan

Mentre prosegue la crisi internazionale con epicentro l’Afghanistan, il presidente Joe Biden, sommerso dalle critiche in casa, tasta il terreno con gli alleati europei.

Il presidente statunitense ha sentito in questi giorni febbrili Boris Johnson e la cancelliera Angela Merkel, e questa notte è stato il turno del premier Draghi.

Nel comunicato rilasciato da Palazzo Chigi, si descrive un colloquio “incentrato sugli ultimi sviluppi e sulle implicazioni della crisi afghana, in particolare l’evacuazione dei connazionali e dei cittadini afghani vulnerabili, la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l’assistenza umanitaria a favore della popolazione.

Sono state inoltre discusse le prospettive dell’azione della Comunità internazionale nei diversi contesti, a partire da G7 e G20, a favore della stabilità e dello sviluppo dell’Afghanistan“.

La diplomazia europea al lavoro sull’Afghanistan

A fronte della débâcle del ritiro statunitense dall’Afghanistan, si cerca ora di correre ai ripari. I leader europei sono impegnati nella salvaguardia di quel che resta dell’Alleanza Nordatlantica, screditata dalla fuga precipitosa che ha visto i talebani impossessarsi del Paese in poche settimane.

Angela Merkel è volata a Mosca per incontrare Vladimir Putin, un altro protagonista dello scacchiere. La Cancelliera ha sollevato la questione della detenzione di Alexei Navalny, ma l’argomento centrale è stato l’Afghanistan, su cui la Russia gioca un ruolo centrale.

La prossima settimana si terrà il G7 virtuale, convocato proprio per discutere la crisi che rischia di diventare un disastro umanitario. Draghi lavora anche al G20, che l’Italia presiede, un appuntamento cruciale per coinvolgere il maggior numero di Stati nella gestione dei nuovi equilibri in Afghanistan, specialmente Russia e Cina.

La riunione dei ministri degli Esteri della NATO, infine, si è conclusa ieri con un comunicato congiunto che esprime “profonda preoccupazione per i gravi eventi in Afghanistan e chiediamo l’immediata fine della violenza. Esprimiamo inoltre profonda preoccupazione per le segnalazioni di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto l’Afghanistan“.

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Paura e caos a Kabul: continua l’evacuazione dall’Afghanistan

Le immagini che arrivano da Kabul, d’altronde, aumentano lo sgomento, con migliaia di persone che cercano di lasciare il Paese.

Tra le 5mila e le 10mila persone sono assiepate fuori l’aeroporto, nella speranza di riuscire a scappare con il ponte aereo che ha già evacuato almeno 18mila afghani. Caos e paura si sono impadronite della città con l’arrivo dei talebani, che hanno istituito posti di blocco. Salgono le segnalazioni di abusi su quanti tentano la fuga, che procede a rilento, e ci sono scontri tra le forze dell’ordine e i disperati, tra cui molte donne e bambini.

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Gli Stati Uniti sono l’unico Paese a poter organizzare un’operazione del genere e rispetteranno i loro impegni“, ha dichiarato Joe Biden in merito ai voli charter che stanno scortando rifugiati e americani ancora nel Paese, ma il presidente ha sottolineato come ci si trovi a gestire “il ponte aereo più difficile della storia“.

Non è inoltre chiaro, come ha ammesso Biden, quanti cittadini statunitensi siano ancora bloccati in Afghanistan, dove stranieri europei e americani starebbero incontrando difficoltà a raggiungere la capitale dalle zone più distanti del Paese.

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