Cronaca dal Mondo

Afghanistan, l’appello dell’Onu dopo la caduta di Kabul: “Accogliere i rifugiati, evitare i rimpatri”

Il segretario generale, Antonio Guterres, esprime forte preoccupazione e richiama i Paesi ai doveri di tutela dei diritti umani. Angela Merkel: "Abbiamo sbagliato tutti"
soldati a mazar e sharif afghanistan

Le lancette del tempo a Kabul tornano indietro di 20 anni e la crisi afghana, dopo la conquista da parte dei talebani, è al centro delle riflessioni dell’Occidente e dell’agenda Onu. Dal segretario generale, Antonio Guterres, l’appello durante la riunione di emergenza sulla situazione in Afghanistan: “Ricordo a tutte le parti il loro obbligo di proteggere i civili“, sottolinea, esortando i Paesi ad accogliere i rifugiati evitando i rimpatri.

Afghanistan, l’appello dell’Onu dopo la caduta di Kabul

I membri del Consiglio di Sicurezza Onu chiedono “l’immediata cessazione di tutte le ostilità in Afghanistan e l’istituzione, attraverso negoziati, di un nuovo governo che sia unito, inclusivo e rappresentativo, anche con la partecipazione piena, equa e significativa delle donne“.

I Quindici sottolineano la necessità che siano “garantite la continuità istituzionale e il rispetto degli obblighi internazionali“, con particolare riferimento alla sicurezza e alla incolumità “di tutti i cittadini afghani e internazionali“.

Tensione e incognite fanno da strascico alla rapida ascesa dei talebani al potere, con la caduta di Kabul e il ritorno dell’Emirato islamico 20 anni dopo l’intervento dell’Occidente che ora fa i conti con una sconfitta trasversale.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un appello durante la riunione di emergenza sulla crisi afghana: “Esorto tutti i Paesi ad accogliere i rifugiati afghani e astenersi da qualsiasi rimpatrio. Invito inoltre a fornire agli operatori umanitari un accesso senza ostacoli per aiuti tempestivi e salvavita“.

Drammatico il racconto dell’ambasciatore afghano Ghulam Isaczai alle Nazioni Unite, riportato da Skynews, secondo cui “I talebani hanno iniziato a perquisire casa per casa” per condurre “esecuzioni mirate“.

La gente a Kabul è terrorizzata“,ha aggiunto. In queste ore, la disperata fuga dei civili e la condizione delle donne, dei bambini e degli anziani nel Paese restituiscono immagini sconvolgenti.

Migliaia in fuga da Kabul, le parole di chi ce l’ha fatta

Ho paura per chi ha lavorato con noi ed ora sta per morire. Abbiamo lasciato migliaia di persone che rischiano la vita. La situazione è gravissima, la comunità internazionale li salvi“. Questo uno dei terribili ritratti dello scenario attuale in Afghanistan nel racconto di una delle persone atterrate a Fiumicino con un volo per il rimpatrio da Kabul dopo l’inizio della crisi.

 

Sono stato 11 anni in Afghanistan. Ho visto all’inizio la speranza di un Paese che poteva rifiorire, ora vediamo un Paese con il cuore in gola. Adesso la situazione è peggiorata ulteriormente“, ha dichiarato Pietro del Sette, che si occupa di cooperazione e sviluppo, in una intervista riportata dall’Ansa.

La risposta dell’Occidente, dal mea culpa di Merkel al discorso di Biden

L’Occidente guarda alla situazione afghana con preoccupazione, dopo il clamoroso fallimento delle operazioni avviate ormai 20 anni fa.

Al lavoro con l’Ue, tutelare i diritti umani“, ha affermato il premier Mario Draghi relativamente alla necessità di trovare una soluzione umanitaria. “L’impegno dell’Italia è proteggere i cittadini afghani che hanno collaborato con la nostra missione – ha aggiunto –. L’Italia è al lavoro con i partner europei per una soluzione della crisi, che tuteli i diritti umani, e in particolare quelli delle donne“. 

Angela Merkel porta sul tavolo il mea culpa su scala internazionale: “Abbiamo sbagliato tutti“, ha dichiarato in conferenza stampa a Berlino, sottolineando la necessità di “portare fuori quante più persone possibile“.

La cancelliera tedesca ha parlato di “una valutazione sbagliata. Non una valutazione sbagliata tedesca, ma una valutazione sbagliata comune“, allargando il raggio di responsabilità a tutti i Paesi. “Non siamo riusciti a raggiungere quello che ci eravamo preposti“, ha aggiunto.

Passi falsi, errori“: questi, secondo il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, alcuni degli ingredienti della missione in terra afghana, ma nel suo discorso alla nazione il successore di Donald Trump ha parlato chiaramente di quelli che erano gli obiettivi: “La nostra missione in Afghanistan non è mai stata pensata per costruire una nazione, ma combattere i terroristi, abbiamo demolito Al Qaeda“. Biden difende la decisione di ritirare le truppe, fermo restando l’impegno per aiutare gli afghani, e fissa l’attenzione sulle scelte della sua presidenza per evitare ulteriori perdite in termini di uomini e risorse da spostare, invece, su altri fronti della lotta al terrorismo: “I militari americani – ha dichiarato il presidente USA, rigettando l’ipotesi di un altro Vietnamnon dovrebbero morire in una guerra che gli afghani non vogliono combattere per se stessi. Abbiamo dato loro tutti gli strumenti di cui avevano bisogno. Quello che non abbiamo potuto dar loro era la volontà di combattere per il loro futuro“.

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