Sostenibilità

Clima, in Groenlandia piove per la prima volta nel punto più alto della calotta glaciale artica

Il 14 agosto gli studiosi hanno osservato la pioggia sulla stazione di ricerca localizzata a 3216 metri di altitudine nell’entroterra della Groenlandia. L’evento, mai registrato in precedenza, rappresenta un segnale preoccupante per il clima globale
Groenlandia, ghiaccio

Lo scorso 14 agosto è stata osservata la pioggia in prossimità del punto più alto della calotta glaciale artica, in Groenlandia. Si tratta della prima volta che si assiste a questo fenomeno, almeno da quando esistono le registrazioni, in un luogo della terra in cui le temperature si attestano normalmente ben al di sotto degli zero gradi. L’evento è piuttosto allarmante e ci fornisce un segnale in merito ai cambiamenti climatici e ai pericoli che potrà correre l’ambiente artico nel prossimo futuro.

Pioggia in Groenlandia

La pioggia è caduta sulla stazione di ricerca della National Science Foundation, localizzata a 3216 metri di altitudine nell’entroterra della Groenlandia.

Secondo gli esperti del National Snow and Ice Data Center, il centro di studio statunitense che si occupa delle regioni polari, non esistevano segnalazioni di precedenti precipitazioni in questa località. Il 14 agosto scorso è stata osservata la pioggia per diverse ore, con temperature che sono rimaste sopra lo zero per un totale di 9 ore.

L’evento rappresenta una grande anomalia: dal 1989, anno di fondazione della stazione, solo altre 3 volte si era assistito a simili temperature – nel 1995, 2012 e 2019 – ma mai accompagnate dalla pioggia.

Grazie alle informazioni contenute negli strati di ghiaccio dell’area, si è potuto stabilire come un analogo evento di scioglimento si fosse verificato l’ultima volta nel tardo Ottocento.

La Groenlandia e lo scioglimento dei ghiacci

La linea della neve si è ritirata, esponendo una maggiore superficie del ghiaccio sottostante più scuro – spiega la glaciologa Lauren Andrews, in una nota dell’Earth Observatory della Nasa – Questo ritiro è più evidente quando osserviamo da vicino i ghiacciai ed è stato probabilmente causato dal grande evento di fusione del 14-15 agosto”.

La preoccupazione è infatti che la pioggia abbia accelerato la fusione degli strati superficiali di ghiaccio, esponendo quello di colore scuro che si trova sotto di esso. Più scuro è il colore, maggiore sarà la quantità di calore assorbita dai raggi del sole, che tenderanno a sciogliere porzioni maggiori della calotta glaciale. Si tratta di un circolo vizioso che si autoalimenta: temperature più alte portano ad eventi di fusione più frequenti, che a loro volta espongono allo scioglimento aree sempre più grandi di territorio.

I ricercatori temono che la pioggia del 14 agosto in Groenlandia non sia un caso isolato, ma faccia parte di un trend che potrebbe avere pesanti ripercussioni in futuro. Lo scioglimento del ghiaccio, oltre ad avere un impatto importante sulle regioni artiche, rischia di causare un aumento del livello dei mari di difficile gestione in tutto il mondo: “Durante gli eventi di scioglimento, questi processi possono verificarsi su parti della calotta glaciale che in genere non si sciolgono, rendendo l’impatto più diffuso – conclude Lauren Andrews – Fenomeni come questi stanno iniziando a lasciare spiacevoli conseguenze”.

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