Groenlandia

Negli ultimi anni abbiamo imparato come la Groenlandia sia uno dei luoghi privilegiati per comprendere la portata dei cambiamenti climatici. Numerosi studi si sono soffermati sull’impatto che lo scioglimento dei ghiacci potrebbe avere non solo localmente, ma su tutto il resto del pianeta. Tra le ricerche più recenti, quella della Ohio State University si spinge a dire che ormai il fenomeno ha passato il punto di non ritorno e, anche se il riscaldamento globale venisse arrestato oggi stesso, il ghiaccio continuerebbe comunque a sciogliersi.

Rovinato un fragile equilibrio

Lo studio, pubblicato lo scorso agosto sulla rivista scientifica Communications Earth and Environment di Nature, si è soffermato sul rapporto tra il nuovo ghiaccio che si accumula ogni anno e quello che viene perso a causa dello scioglimento: “Ciò che abbiamo scoperto – spiega sul sito della Ohio State University Michalea King, tra le autrici dello studio – è che il ghiaccio che si sta sciogliendo nell’oceano è di molto superiore a quello che si sta accumulando sulla superficie”.

In termini concreti significa che, al momento attuale, non esiste più l’equilibrio che permetteva ai ghiacciai della Groenlandia di rigenerarsi.

I dati raccolti nei decenni hanno evidenziato come, per esempio, negli anni ‘80 e ‘90 la neve accumulata durante le precipitazioni e il ghiaccio sciolto fossero in sostanziale equilibrio fra di loro. La situazione è cambiata drasticamente a partire dal 2000, quando i ghiacciai hanno iniziato a sciogliersi ad un ritmo molto maggiore rispetto alla capacità delle nevicate di accumularsi sulla superficie.

Passato il punto di non ritorno

Gli effetti di questo aumento delle temperature si faranno sentire in tutto il mondo, perché il ghiaccio che si riversa in acqua produrrà una progressiva crescita del livello degli oceani.

Secondo i ricercatori l’aspetto maggiormente preoccupante è che, se anche l’umanità dovesse miracolosamente riuscire ad arrestare il cambiamento climatico, i ghiacci continuerebbero comunque a sciogliersi per vario tempo. Troppo esteso, infatti, il danno che è andato accumulandosi negli ultimi anni: “Il ritiro del ghiacciai ha portato le dinamiche dell’intera calotta glaciale in un costante stato di perdita – spiega Ian Howat, coautore dello studio – Anche se il clima dovesse rimanere lo stesso o addirittura diventare un po’ più freddo, la calotta glaciale continuerebbe comunque a perdere massa”.

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