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Soldato salva 3 bambini durante la II Guerra mondiale e li ritrova grazie a una foto: ora si sono incontrati

La commovente storia di un appello, partito dai social, per ritrovare 3 ragazzini salvati dall'orrore della Seconda Guerra Mondiale
ii guerra mondiale

La vicenda dell’ex soldato americano Martin Adler aveva avuto un primo lieto fine a dicembre 2020 quando, grazie al passaparola sui social, Adler poté individuare e incontrare in videochiamata quei tre bambini che salvò durante la Seconda Guerra Mondiale. Ora, dopo 77 anni, Adler vola da Miami a Bologna per incontrarli.

Il soldato americano Adler: l’arrivo in Italia e l’incontro

Una fotografia che risale al 1944 e ritrae un ventenne Adler con 3 bambini, trovati in una casa in provincia di Bologna insieme al commilitone John Bronsky.

Li aveva salvati e immortalati dopo la liberazione di Monterenzio dai nazifascisti, durante i combattimenti lungo la Linea Gotica, sull’Appennino bolognese. L’immagine è stata ritrovata l’anno scorso e subito pubblicata sui social da Rachelle, figlia di Martin Adler, con un appello per rintracciare i piccoli protagonisti di quella foto.

Il viaggio dell’ex soldato, finanziato con una raccolta fondi, l’ha finalmente portato da Miami a Bologna per incontrare Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, che oggi hanno 83, 81 e 79 anni. “Ho aspettato tutta la vita questo momento” ha dichiarato Adler, ora 97enne, posando assieme ai 3 fratelli davanti a una gigantografia della celebre foto e indossando una maglietta con scritto “Martin’s Bambini, Forever Kids Tour!

Il “tour” del soldato americano in Italia, alla ricerca dei ricordi

Martin Adler, figlio di emigrati ungheresi di religione ebraica, resterà in Italia per un lungo tour che lo porterà a rivedere i luoghi conosciuti quasi 80 anni prima, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Il 25 agosto Adler diverrà cittadino onorario di Monterenzio e, nei giorni successivi, visiterà il Museo della Linea Gotica Toscana di Ponzalla-Scarperia a Monghidoro, in provincia di Firenze, recandosi infine a Napoli presso l’ospedale Monaldi in cui trascorse 3 mesi ricoverato per le ferite riportate nei combattimenti sull’Appennino Emiliano.

L’ultima tappa sarà Roma, città in cui entrò da liberatore al termine del conflitto.

Adler, da sempre appassionato di disegno e fotografia, ha in mente di realizzare alcuni disegni durante tutte le tappe del suo “tour” e di donare in beneficienza il ricavato: “Sono miei disegni ironici che realizzo al momento – ha spiegato – proprio come facevo durante la guerra per dimenticare l’orrore che stavamo vivendo”.

L’appello del soldato americano Adler

L’appello era stato rilanciato in Italia l’anno scorso da Matteo Incerti, giornalista e scrittore, ed era stato raccolto pochi giorni più tardi proprio da uno dei tre ragazzini protagonisti della fotografia. Incerti aveva commentato così il successo della suo appello, su Facebook: “Commosso chiamo il numero di telefono del signor Bruno Naldi, classe 1938. Emozionato mi dice di essersi riconosciuto nella foto e di ricordarsi di americani nella sua casa in una frazione di Monteverzio sull’Appennino bolognese.

[…] Mafalda si è riconosciuta subito in quella foto rimbalzata dal Tg1, in rete e suoi quotidiani dopo il mio post. Vivono tutti a Castel San Pietro dove si trasferirono nel 1953. Giuliana si ricorda di quel grande cesto dove per gioco si nascondevano. Si ricordano della cioccolata che i soldati del 339th Reggimento della 85esima Divisione USA gli donarono. Loro erano lì in un borgo di Monterenzio nell’autunno del 1944. Uno scatto di pace nell’inferno della Linea Gotica”.

Leggi il post con l’appello

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