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Non è la Rai, le verità mai dette di Laura Freddi e Laura Colucci. La denuncia: “Celava aspetti vomitevoli”

Laura Freddi e Laura Colucci parlano per la prima volta di verità mai dette su Non è la Rai. Le due showgirl svelano aspetti mai detti sulla trasmissione, a 30 anni dalla prima puntata.
Ragazze Non e la Rai

“Non è la Rai” è stato uno dei programmi di maggiore successo della televisione italiana negli anni ’90. Mentre in queste ore si celebrano i 30 anni dalla sua prima puntata, alcuni dei protagonisti della trasmissione rivelano come hanno vissuto la loro esperienza. Fra di loro, Laura Colucci e Laura Freddi hanno condiviso pareri discordanti sul programma, non negando di esserne rimaste deluse.

Non è la Rai: 30 anni fa la prima puntata

Il 9 settembre 1991 su Canale 5 andava in onda la prima puntata di Non è la Rai.

Il programma ha visto la partecipazioni di numerosi volti noti dello spettacolo italiano. Enrica Bonaccorti, Antonella Elia, Yvonne Sciò, Mariana Trevisan, Laura Freddi, Ambra Angiolini, Laura Colucci, Claudia Gerini sono solo alcuni dei nomi delle donne che hanno preso parte alle quattro edizioni della trasmissione. Parte di loro ha esordito appena maggiorenne, vivendo così la primissima esperienza televisiva. Non tutte però sembrano oggi ricordare con piacere i momenti vissuti dietro le quinte e sul palcoscenico del format Mediaset.

Laura Freddi e la delusione per Non è la Rai: la confessione

Non è la Rai ha avuto fra i suoi protagonisti anche Laura Freddi.

La showgirl ha parlato in queste ore della sua esperienza con il programma di Gianni Boncompagni al settimanale Visto. Prima di giungere a Mediaset, ha spiegato, Laura aveva lavorato in un canale privato di Napoli, Canale 34, come valletta per un programma sportivo. Al suo approdo a Non è la Rai, si era da poco diplomata in ragioneria e sperava di potersi pagare gli studi grazie al nuovo lavoro in tv.

Volevo iscrivermi a una scuola di interpreti e ho iniziato Non è la Rai per pagarmi gli studi racconta oggi la showgirl, ammettendo che le sue aspettative sono state deluse.

Il programma mi ha assorbito tantissimo– ha rivelato- da subito è stato un impegno più serio di quanto potessi immaginare alle vigilia”.

Laura Freddi 30 anni dopo Non è la Rai: il ricordo

Nonostante sia stata costretta a cambiare i suoi programmi, Laura non riesce a non pensare positivamente all’esperienza a Non è la Rai. “Essere ricordata per quell’esperienza ancora oggi mi riempie di orgoglio ammette sicura. “Vengo identificata come una ragazza ‘storica’ di Non è la Rai, a dispetto del fatto che ho partecipato solo alle prime due stagioni” aggiunge.

“È strano ma più che essere passati trent’anni sembra quasi che il programma sia andato in onda per trent’anni, perché puntualmente vanno in onda le repliche su Mediaset Extra. Il ricordo dunque è vivo e fresco perché l’affetto del pubblico è rimasto sempre costante: io me lo sono portato dietro nel corso del tempo e dunque Non è la Rai è come se fosse un tatuaggio sulla pelle” confessa.

“Di certo ricordo la spensieratezza che vivevo tutti i giorni. E anche la responsabilità e, addirittura la fatica: tra prove e studio noi iniziavamo al mattino per finire la sera, con la diretta in mezzo” il suo ricordo.

“Grazie a Gianni Boncompagni ho iniziato a conoscere quello che poi è diventato il mio mestiere” conclude.

Laura Colucci contro Non è la Rai: l’amara dichiarazione

Fra i volti di Non è la Rai c’era anche Laura Colucci. Diversamente dalla Freddi, le dichiarazioni diffuse in questi giorni sulla sua pagina Facebook lasciano intendere che il suo ricordo sulla trasmissione sia tutt’altro che positivo. Il post non risulta al momento visibile al pubblico, dunque riferiamo quanto riportato da Fanpage. “Questo sarà un post con pochi like io purtroppo non sopporto l’ipocrisia, l’incoerenza e soprattutto l’omertàavrebbe esordito.

All’epoca del suo lavoro nel programma Mediaset, Laura era poco più che maggiorenne e ora che è cresciuta sembrerebbe aver deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

“Ho avuto il privilegio di partecipare ad una trasmissione televisiva che per un periodo è stata molto seguita. Il privilegio di far parte a 21 anni di un gruppetto ristretto che guadagnava più di un direttore di banca avrebbe esordito. “Di andare a concerti, discoteche, ristoranti, non pagare ed essere la benvenuta, di firmare autografi come una diva” avrebbe poi aggiunto.

“Ma tutto questo, che apparentemente poteva sembrare e noto che purtroppo continua a voler sembrare una favola, celava aspetti vomitevoli che avrei voluto conoscere in età più avanzata” l’amara conclusione.

Laura Colucci attacca Non è la Rai: “Non era una favola”

“Non c’è niente di fiabesco in Non è la Rai, lo sappiamo tutti ma nessuno lo dice” avrebbe scritto ancora duramente Laura. “Non mi riferisco al fatto che lui a 60 anni conviveva con una minorenne, perché non sta a me giudicare, ma a tante altre schifezze avrebbe aggiunto non specificando a chi volesse riferirsi. “Un po’ di decenza, un po’ di onestà intellettuale. Non era una favola signori, era tutto ciò che di più spietato e crudo vivi se fai parte del mondo dello spettacolo” avrebbe spiegato furiosa.

“Forse scriverò un libro. Forse inizio oggi” l’annuncio.

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