Cronaca Italia

Femminicidio a Cagliari, Angelica aveva chiesto aiuto. Sono 69 le donne uccise in Italia, una ogni 3 giorni

Le ultime 4 vittime di femminicidio in Italia sono morte nell'arco temporale di tre giorni. La stima è una quella di una donna uccisa o 3 giorni e mezzo
Angelica Salis, uccisa a cagliari, aveva chiesto aiuto

Emergono nuovi terribili dettagli sul brutale femminicidio di Cagliari, dove a perdere la vita questa volta è stata una donna di 60 anni di nome Angelica. Uccisa dal marito, reoconfesso, dopo una violenta lite; è stato lui a chiamare i carabinieri e ad attenderli nel salotto di casa sua in via Sarcidano a Quartucciu.

La morte di Angelica Salis non è stata però la più recente; non sono passate nemmeno 10 ore che a Vicenza, un’altra donna è stata barbaramente uccisa, si chiamava Rita Amenze. Anche in questo caso, la mano omicida è quella di un uomo, l’ex marito, che pare le abbia fatto un agguato nel parcheggio del suo luogo di lavoro per poi darsi alla fuga.

Angelica e Rita sono solo le ultime due vittime di crimini violenti contro le donne; come nella maggioranza dei casi la mano omicida è quella di una persona vicina. I dati sui femminicidi aggiornati al 10 settembre sono agghiaccianti: sono 69 le donne assassinate dall’inizio del 2021, una ogni 3 giorni e mezzo; 44 le donne che hanno trovato la morte per mano di un partner. La settimana più drammatica è stata quela dal 16 al 22 agosto. Molto spesso, come nel caso di Angelica Salis, queste donne hanno provato a chiedere aiuto, ma il loro appello è rimasto inascoltato.

Cagliari: Angelica aveva chiesto aiuto

Angelica Salis aveva chiesto aiuto poco prima di essere uccisa. È questo l’ultimo terribile elemento emerso dalle indagini sulla morte della donna. Salis pare fosse fuggita da un litigio molto simile quello nel quale ha perso la vita, uscita di casa senza scarpe, è arrivata in un bar li vicino dove avrebbe detto che il marito l’aveva picchiata. Il marito in quell’occasione l’aveva inseguita: a quella disperata richiesta di aiuto di Angelica Salis nessuno aveva risposto perché aveva fatto un racconto ritenuto troppo confuso.

In Italia il numero dei femminicidi non fa rumore

Insultate, picchiate, abusate, molestate, sfigurate, pedinate, vittime di stalking... in Italia i numeri di aggressione e violenze con vittime le donne fanno paura ma non fanno rumore, sconvolgono sì, sul momento, poi finisce tutto nell’oblio fino alla prossima e così ogni volta. In Italia, sul sito del ministero della Salute si legge che “I dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner“.

Delle 111 donne uccise nel 2019, l’88,3% è stata uccisa da una persona conosciuta. In particolare il 49,5% dei casi dal partner attuale, corrispondente a 55 donne, l’11,7%, dal partner precedente, pari a 13 donne, nel 22,5% dei casi (25 donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nel 4,5% dei casi da un’altra persona che conosceva (amici, colleghi, ecc.) (5 donne). Per oltre la metà dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale o dal precedente e in misura maggiore rispetto agli anni precedenti: il 61,3% delle donne uccise nel 2019, il 54,9% nel 2018 e il 54,7% nel 2014“.

1522
Se sei vittima di violenza o testimone di maltrattamenti chiama il 1522 – numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking.
Per info vai sul sito ufficiale: https://www.1522.eu/

I numeri del 2021 aggiornati ad agosto non sono da meno, sono 69 le donne uccise, le ultime 4, Chiara Ugolini, Ada Rotini, Angelica Salis e Rita Amenze solo tra il 7 e il 10 settembre 2021, una al giorno quasi.

Secondo uno studio del Censis il 73,2% degli italiani è convinto che quello della violenza sulle donne si un “Problema reale della nostra società“. C’è anche un 23% che ritiene che non sia un problema di gravità così rilevante e ci sono ancora 4 italiani su 100 che ritengono che “Non si tratti di un problema, ma di casi isolati cui viene data una eccessiva attenzione mediatica“.

Storie di violenza, di donne che potevano in qualche modo essere salvate. Ma in una società dove 4 persone su 100 ritengono che il problema sia sovrastimato, quand’è che la violenza contro le donne non sarà più argomento di cronaca quotidiana?

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