Cronaca

Eitan, come ha fatto il nonno a portarlo in Israele, dopo la tragedia del Mottarone di cui è l’unico sopravvissuto

Cosa è successo ad Eitan, da quando sabato mattina il nonno materno è andato a prenderlo a casa della zia per poi non fare più ritorno.
eitan in israele, aperta un'inchiesta per sequestro di persona

Da sabato l’attenzione della cronaca si è puntata su Eitan, unico sopravvissuto alla strage della Funivia di Stresa-Mottarone. Proprio l’11 settembre, il nonno materno lo ha portato con sé in Israele, durante quello che avrebbe dovuto essere solo un incontro di quelli stabiliti dal tribunale. Intanto sono partite le indagini per sequestro di persona, e la domanda su come abbia fatto il nonno a far lasciare il Paese al bambino resta.

Le motivazioni del nonno di Eitan

Il nonno di Eitan parla attraverso i suoi legali mentre lui è in Israele dove ha portato il nipote perché secondo lui sarebbe in pessime “condizioni mentali e fisiche”, riporta il Corriere della Sera.

Lui e il nipote si sono imbarcati su volo che dalla Svizzera li ha portati su un volo charter privato a Tel Aviv. Shmuel Peleg, 58 anni, era andato dalla zia paterna di Eitan per prelevare il bambino per uno degli incontri decisi dal tribunale. La zia lo avrebbe sentito dire al bambino “Ti porto a comperare tanti giocattoli“, per poi non vederli più fare ritorno. “Non sono un rapitore“, dice ancora il nonno sempre da Tel Aviv.

Proprio lui era in possesso del passaporto del minore, passaporto che gli sarebbe stato detto di riconsegnare entro il 30 agosto.

La zia di Eitan e la domanda: come ha fatto il nonno a portare fuori dal Paese il bambino?

Secondo gli avvocati dell’altra parte della famiglia, nei mesi scorsi, il Tribunale di Pavia ha confermato la nomina della zia paterna, e avrebbe anche stabilito che Eitan non potesse lasciare l’Italia se non “accompagnato dalla tutrice” o con la sua autorizzazione.

La domanda quindi resta una sola, mentre all’orizzonte si comincia a vedere una lunga battaglia legale.

Secondo l’avvocato Armando Simbari, che assiste la zia paterna, ci sarebbero stati solo due modi per portare Eitan via dall’Italia: “O ha eluso il sistema dei controlli, oppure ha potuto contare su un qualche supporto“, riporta il Corriere della Sera.

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