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Matteo Salvini e la Lega spaccati sul Green Pass. Il Ministro leghista Giorgetti: “Aumenta la libertà”

La leadership di Matteo Salvini sulla Lega potrebbe non essere più così solida: cresce il malumore nel partito dopo aver ceduto all'estensione del Green Pass e anche Giorgetti si schiera dalla parte del Governo sul tema
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Non sono tempi facili per Matteo Salvini, la cui posizione di leader nella Lega sembra sempre più traballante. L’ex Ministro degli Interni continua a cercare di tenere il piede in due scarpe: stare al Governo, ma contrario al Green Pass. Una posizione che non sta pagando nella maggioranza e neppure all’interno del suo partito, dove si sollevano molte voci contrarie alla rotta incerta tenuta dal suo capitano. E così Enrico Letta ne approfitta per lanciare un affondo a Salvini.

Lega divisa sul Green Pass, Giorgetti dà un colpo al Governo e uno a Salvini

A sentire le sue recenti dichiarazioni, si potrebbe facilmente pensare che Matteo Salvini e la Lega siedano ai banchi dell’opposizione: contro tasse, ius soli, sbarchi e soprattutto contro la recente estensione del Green Pass, sostenitori del fatto che i tamponi salivari possano bastare e avanzare per garantire sicurezza contro la pandemia da Covid-19 (purché gratuiti).

Eppure, la Lega fa parte della maggioranza e questa situazione inizia a pesare anche all’interno del partito stesso. Con le amministrative alle porte, la posizione di Salvini rischia di creare pesanti attriti in grado di mettere in dubbio la sua leadership al Carroccio: oltre a Luca Zaia, da sempre ritenuto “l’alternativa” alla corrente dettata da Salvini, in queste ore anche le parole del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, fanno parecchio rumore.

Fedele al ruolo istituzionale, il leghista che si è sempre distinto per moderazione e dialogo è andato contro la linea di Salvini in fatto di Green Pass. Alla Fiera di Milano, riporta Ansa, ha dichiarato: “Le decisioni difficili assunte dal governo, come l’obbligo del green pass sui luoghi di lavoro, sono volte non a limitare la libertà, ma ad aumentare la libertà e l’incontro.

Abbiamo fatto queste misure per riaprire“. E ancora: “È fondamentale tornare a essere liberi, naturalmente con qualche regola da osservare. Questo è il motivo per cui il governo ha deciso che dobbiamo aprire tutto, ma rispettando ulteriori regole. L’alternativa era rischiare di tornare indietro a situazioni che non vorremmo più rivedere“. Parole che suonano molto lontane da quelle pronunciate da Salvini.

Matteo Salvini, cresce il malcontento nella Lega per le posizioni del suo leader

Quelle di Giorgetti sono dichiarazioni istituzionali, ma non scorda la sua appartenenza politica.

Quando gli è stato chiesto dei suoi rapporti con Salvini, Giorgetti ha glissato con un “Andiamo d’amore e d’accordo“. Di facciata o meno, la sua posizione potrebbe essere meno condivisa di quello che il leader si augura per il prossimo futuro elettorale. Inizia a farsi sentire infatti la fatica da giocoliere di Salvini, intento a far girare allo stesso tempo i piatti dei governisti e quelli dei leghisti duri e puri.

Aver ceduto alla pressione interna dell’ala formata da Ministri e Governatori sull’estensione dei Green Pass ha infatti causato malumori tra chi invece portava avanti la linea originaria, più vicina all’opposizione di Giorgia Meloni.

L’ex sottosegretario Armando Siri ha dichiarato che “non condivido il metodo, i modi e l’approccio di questa decisione“, aggiungendo poi: “bisognava accelerare con i test salivari, senza fare la voce grossa e senza mortificare i fondamentali dell’ordinamento costituzionale“. L’europarlamentare Francesca Donato su Twitter è stata anche più diretta: “Io non sono entrata nella Lega Nord ma nella Lega per Salvini Premier. Con valori e obiettivi molto diversi da quelli che sta realizzando questo governo col supporto dei ministri del nord.

E non nascondo il mio dissenso!”.

Letta infila il dito nella piaga leghista: “Salvini è totalmente irrilevante

Che la Lega abbia un problema lo dimostra anche la “facilità” con cui Enrico Letta ha potuto affondare il proverbiale dito nella piaga. In Calabria per la campagna delle Regionali, il segretario PD ha parlato coi giornalisti a Lamezia Terme (Catanzaro) e dichiarato: “Noi sosteniamo Draghi, Salvini no insieme alla Meloni, solo che la Meloni è opposizione e quindi è anche comprensibile che la Meloni abbia un’altra posizione, Salvini sta al governo ed è una parte della maggioranza che è opposizione continua“. Poi l’attacco al fianco scoperto della Lega: “Meno male che la parte principale della Lega ha deciso di non seguire Salvini e appoggiare invece la linea secondo me di responsabilità del governo“.

Poi ha continuato: “Salvini su questi temi è totalmente irrilevante sull’agenda di governo. Quello che lui dice non si fa e credo che questo sia il motivo per cui le cose stanno lentamente, ma gradualmente e progressivamente, andando bene“. Una stoccata decisa che punta a minare le certezze del centrodestra unito attorno al leader del Carroccio: “C’è il segno di una consapevolezza degli elettori che il centrodestra e le destre si stanno sfasciando“, tanto che per Letta “A Milano non arrivano nemmeno alla fine del voto, a Roma lo stesso“.

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