Economia e Lavoro

Smart working, cosa dice la bozza di contratto per il lavoro da remoto: i primi dettagli e gli obiettivi

Sarebbero già noti i primi aspetti definiti nella bozza di contratto per il lavoro da remoto: di cosa si tratta e quali categorie di lavoratori potrebbero accedere più agevolmente allo smartworking
contratto smart working

La data del 15 ottobre si avvicina, assieme all’obbligo del Green Pass per accedere a qualsiasi luogo di lavoro. Per allora, il Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta intende regolare il lavoro da remoto con condizioni contrattuali ben precise.

Smart working, cosa sarebbe contenuto nella bozza di contratto

Dopo il 31 dicembre 2021, quando dovrebbe terminare lo stato di emergenza, l’utilizzo dello smartworking nelle pubbliche amministrazioni sarà limitato al 15% massimo dei lavoratori.

Nel frattempo, l’obiettivo del Ministro è regolare il lavoro da remoto di oltre 3.200.000 dipendenti pubblici per assicurare la regolarità e l’efficienza dei servizi.

L’accordo che si intende stabilire sarebbe individuale, tra il dipendente e il datore di lavoro, e permetterebbe di concordare:

  • Il numero di giornate lavorative da remoto;
  • La durata;
  • Il luogo da cui lavorare, che dovrà essere entro i confini nazionali.

Inoltre, tra le condizioni contrattuali previste ci sarebbe la seguente suddivisione del tempo di lavoro:

  • Operatività;
  • Contattabilità;
  • Inoperabilità, durante la quale il dipendente ha diritto alla completa disconnessione.

Smart working, per qualcuno potrebbe essere più accessibile

Lo smart working potrebbe essere reso più accessibile per alcune categorie di persone, tra cui genitori con figli minori di 3 anni oppure disabili, o lavoratori con disabilità. Sembra invece ormai chiarito il nodo del Green Pass, che non sarà considerato una “corsia preferenziale” per il lavoro da remoto. Saranno esclusi dalla possibilità di smart working i lavoratori in turno e gli addetti a strumentazioni non sostituibili da remoto.

I prossimi incontri tra Aran e Sindacati saranno volti a definire i trattamenti economici, le modalità di controllo e i poteri direttivi dei datori di lavoro.

Contratto per lo smart working, garantire “equilibrio tra vita professionale e vita lavorativa

Come spiegato dal Ministro Brunetta, in occasione del Festival dell’Innovazione organizzato dal Foglio il 18 settembre, il lavoro da remoto interessato dalla bozza di contratto riguarderà quei “processi e attività di lavoro previamente individuati dalle amministrazioni, per i quali sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità”. In particolare, si comincerà a contrattualizzare lo smart working nelle Funzioni centrali: Ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici .

L’intenzione è “conseguire il miglioramento dei servizi pubblici e l’innovazione organizzativa garantendo l’equilibrio tra vita professionale e vita lavorativa”.

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