Cronaca Nera

Giacomo Sartori, l’autopsia conferma la morte per asfissia: nessun segno di lotta, si avvalora il suicidio

Giacomo Sartori è morto per asfissia, come conferma l'autopsia sul corpo del giovane. La mancanza di segni di colluttazione rende più probabile l'ipotesi del suicidio
giacomo sartori

Gli esiti dell’autopsia sul corpo di Giacomo Sartori confermano la causa della morte per asfissia. Sembra sempre più certo che il giovane consulente si sia tolto la vita, non avendo trovato negli esami autoptici segni di colluttazione sul corpo. Le indagini sono ancora in corso e non si scarta nessuna ipotesi fino al termine degli accertamenti, tra cui gli esami tossicologico e quelli sul cavo con cui Sartori si sarebbe suicidato.

Morte Giacomo Sartori, i risultati dell’autopsia

Sembra sempre più certa l’ipotesi del suicidio per la morte di Giacomo Sartori, 29enne del bellunese che lavorava come consulente informatico a Milano.

Sul corpo del giovane, trovato impiccato a un albero in una cascina di Casorate Primo, Pavia, non sono stati riscontrati segni di lotta, che quindi fanno escludere la partecipazione di altre persone.

L’autopsia ha inoltre confermato che la causa della morte è l’asfissia, come riporta Il Corriere della Sera, ma si attende ancora l’esito degli esami tossicologici e di entomologia forense, che serviranno a far chiarezza sulle circostanze della morte.

I misteri sulla morte di Giacomo Sartori

Rimangono ancora molti punti oscuri in merito alla fine di Giacomo Sartori. Benché sia sempre più sicura l’ipotesi del suicidio, agli inquirenti resta da chiarire il motivo della presenza del 29enne nel casolare isolato e del presunto gesto estremo. Poche ore prima, Giacomo Sartori si trovava in un’enoteca di Milano, dove ha incontrato alcuni amici. Qui, il consulente avrebbe subito il furto dello zainetto, con all’interno il portafoglio, i telefoni e pc aziendali, oltre a un mazzo di chiavi.

Sartori avrebbe abbandonato il locale poco dopo, secondo alcune ipotesi seguendo il tracciamento dei dispositivi elettronici.

Si sarebbe quindi diretto con l’auto aziendale verso il pavese, arrivando a Motta Visconti, dove verso le 2.30 gli investigatori hanno rilevato un traffico dati dal suo telefono. Questo potrebbe essere dovuto all’uso di un’app o del gps, dato che non risultano contatti telefonici, anche se i tabulati sono parziali.

Il ritrovamento del corpo impiccato a Casorate Primo

Da venerdì 17 settembre non si hanno avute più notizie di Giacomo Sartori, il cui corpo è stato ritrovato una settimana dopo a Casorate Primo. Il 29enne ha abbandonato l’auto, trovata a qualche centinaio di metri dall’albero dove, presumibilmente, si sarebbe impiccato.

Il luogo sarebbe stato sconosciuto per lui, un casolare con frutteto nelle campagne.

Il giorno prima alcuni dei suoi effetti, chiavi e portafoglio, sono stati trovati abbandonati a Milano, ma nessuna traccia dei telefoni e del pc. Gli investigatori continuano a scavare per capire cosa sia successo al giovane informatico.

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