Politica

Elezioni: cala l’affluenza, ma seggi aperti anche domani. Giuseppe Conte contro la Meloni: “Attacchi gratuiti”

Affluenza in calo dopo il primo giorno di elezioni amministrative 2021: c'è però tempo ancora domani fino alle 15 per votare. La giornata elettorale è segnata dallo scontro tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte
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Sta per concludersi la prima giornata di elezioni amministrative 2021: cittadini chiamati al rinnovo di oltre 1.192 comuni tra cui città fondamentali come Milano, Roma, Napoli, Bologna e Torino. Dai dati diffusi alle 19, l’affluenza è in calo ma il dato al momento non preoccupa: c’è infatti ancora mezza giornata di domani per votare. Il clima politico si scalda soprattutto con il botta e risposta tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni.

Elezioni amministrative 2021: affluenza al 35%, in calo rispetto al 2016

Arrivano i primi dati di questa tornata elettorale, non così fondamentale per la tenuta del governo Draghi, la cui natura tecnica lo mette al riparo dai possibili scossoni in arrivo da Milano, Roma, Torino e anche dalla Calabria, dove i cittadini sono chiamati a scegliere chi sostituirà la defunta Jole Santelli.

I seggi sono aperti fino alle 23 ma alle 19 di oggi l’affluenza si assestava al 35,32%, dato rilevato da 794 comuni sui 1.153 raccolti dal Viminale. I cittadini chiamati a votare 12.147.040 divisi su 14.505 sezioni e al momento l’affluenza è in calo.

Nelle elezioni del 2016, alle 19 la percentuale dei votanti era arrivata al 46% ma c’è un importante distinguo da fare: 5 anni fa si votava solo in un giorno, il 5 giugno, mentre a questo giro i seggi riapriranno di nuovo domattina 4 ottobre fino alle ore 15.00.

Per chi fosse intenzionato ad andare a votare, vanno tenuti a mente i documenti che è necessario portare e le nuove norme anti Covid-19 messe in campo per votare in sicurezza.

Elezioni, scontro tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni per il Ponte di Ferro in fiamme

La giornata di voto è agitata da alcuni attacchi: Giorgia Meloni prova a rialzare la testa dopo la batosta dell’inchiesta Lobby Nera, definita “una polpetta avvelenata“, sfruttando l’incendio che ha distrutto parte del Ponte di Ferro a Roma.

Una Nazione allo sbando dove regna l’illegalità grazie al ministro dell’Interno Lamorgese. Una città nel pieno degrado grazie alla giunta Raggi. Il risultato è la Capitale d’Italia che crolla” ha scritto la Meloni, dando l’ultimo colpo d’anca alla Raggi proprio nella due giorni che può segnare il suo addio al Campidoglio.

Giuseppe Conte però non ci sta e difende la sua candidata: “Cara Giorgia, anche oggi hai continuato a fare propaganda durante il silenzio elettorale attaccando Virginia Raggi per l’incendio che ieri notte ha devastato il ponte di Ferro” ha scritto il presidente M5S.

Non pensi sia strumentale portare gratuiti attacchi in questo particolare momento? Perché non hai speso una parola sui vari incendi che ci sono stati in questi ultimi anni di bus e cassonetti e sui boicottaggi contro l’amministrazione uscente di Roma che ha fatto della lotta contro l’illegalità una priorità assoluta?”. Quindi una frecciata diretta: “Se davvero condividi la reale necessità di rafforzare i nostri presidi di legalità perché non tagli, in modo chiaro e risolutivo, i legami del tuo partito emersi dall’inchiesta con saluti romani, inneggiamenti a Hitler, inseguimenti a immigrati, minacce antisemite e sospetti finanziamenti illeciti?

“. E chiude così: “In attesa di studiarti i filmati integrali del reportage potresti avvantaggiarti: basterebbe dichiarare che rinunci e ripudi nel modo più assoluto quel 5% di cui ragiona tal Jonghi Lavarini. Questo sì che sarebbe un gesto coerente e coraggioso

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