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Giorgia Meloni esce allo scoperto su razzisti e nostalgici in Fratelli d’Italia: il documento della leader

Giorgia Meloni affronta l'elefante nella stanza di Fratelli d'Italia: la leader ha inviato una lettera per smarcarsi da razzisti, fascisti e odiatori del suo partito, coinvolto nell'inchiesta Lobby Nera
giorgia meloni, il documento a fdi su razzisti e fascisti

Giorgia Meloni richiama all’ordine Fratelli d’Italia. Dopo l’inchiesta Lobby Nera, la leader prova a smarcarsi dalle accuse di razzismi e fascismi tra le sue fila con poche righe che dovrebbero, sulla carta, metterla al riparo e farla uscire dall’angolo in cui è stata spinta alla vigilia delle elezioni. Per Giuseppe Conte, però, non basta.

Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni scrive al partito dopo l’inchiesta Lobby Nera

Fratelli d’Italia ha un problema, chiaro ed evidente: il gruppo guidato di Giorgia Meloni non riesce a levarsi di dosso l’etichetta di partito neofascista, tendenzialmente razzista e odiatore.

In parte la colpa è delle sue origini: nato nel 2012 da una costola del Popolo delle Libertà, ha adottato come simbolo la fiamma tricolore storicamente usata dal Movimento Sociale Italiano, che non ha mai nascosto la sua ispirazione neofascista. In più, quando emergono vari casi di cronaca politica che hanno per protagonisti nostalgici, saluti nazisti, ritrovi a Predappio e via dicendo, Fratelli d’Italia si ritrova sempre in piena luce.

A questa nomea si aggiunge ora l’inchiesta Lobby Nera, che ha esposto Fdi e Giorgia Meloni a legami con esponenti scomodi come “il Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini.

La vicenda, forse, è costata anche qualche punto alle elezioni amministrative. Anche per questo ieri è stato mandato un documento che punta a togliere ogni dubbio: “Siamo sotto attacco. Siamo liberi e per questo facciamo paura“, attacca la Meloni.

Giorgia Meloni allontana razzisti e fascisti da Fdi: “Incompatibili

Nel documento diffuso da Adnkronos, la Meloni richiama alla circolare del 1 luglio, nel quale veniva chiesto che “nessuno dei nostri rappresentanti sul territorio offra spunti utili con scivoloni, frasi e comportamenti non consoni“.

E ancora: “Non possiamo consentire non solo per opportunità, ma soprattutto per coerenza con le nostre idee politiche, alcuna leggerezza su temi come il razzismo, la violenza, qualsivoglia discriminazione o fanatismo di ogni genere“. La Meloni ora ricorda quelle parole e all’indomani dell’inchiesta che coinvolge anche il capodelegazione Carlo Fidanza, e dice: “Nel nostro quadro di valori, progetti, stili di vita, comportamenti pubblici e privati non c’è spazio per razzismo, odio, nostalgie storiche e tentazioni totalitarie“.

La leader si è detta pronta a smarcarsi completamente da questo genere di comportamenti: “Chiunque offra, con comportamenti non adeguati, occasioni di macchiare il faticoso percorso che abbiamo intrapreso per dare all’Italia una destra moderna e adeguata al governo della Nazione sarà considerato incompatibile con Fratelli d’Italia“.

Giuseppe Conte ancora contro la Meloni: “Bisogna essere conseguenti

Nelle ore precedenti al documenti, era arrivato un nuovo attacco di Giuseppe Conte, ora avversario principale della Meloni dopo lo scontro che ha coinvolto anche l’incendio al Ponte di Ferro a Roma la notte prima delle elezioni.

Conte, riporta Adnkronos, afferma: “Dire che non c’è alcuno spazio per il fascismo è una bella affermazione di principio che merita rispetto ma bisogna essere conseguenti. Se da quella inchiesta nasce qualcosa di più che qualche inneggiamento al fascismo e nazismo bisogna trarne le conseguenze e prendere le distanze anche dalle persone coinvolte“. Il leader del M5S, un altro che dal suo recente insediamento ha voluto dare una sterzata all’immagine e ai comportamenti interni al Movimento, smarcandosi da insulti e condotte incompatibili con il suo credo politico, ha anche sottolineato: “Mi risulta che una delle persone direttamente coinvolte sia stata eletta a Milano, quindi non è che si possono fare solo affermazioni di principio bisogna anche comportarsi di conseguenza“.

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