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Parità salariale approvata all’unanimità alla Camera, il testo passa al Senato: cosa prevede

Parità salariale: via libera unanime alla Camera alla proposta di legge per le pari opportunità sul posto di lavoro. Cosa prevede il testo che ora passa al Senato per l'approvazione definitiva
parità salariale approvata alla Camera

È arrivata all’unanimità l’approvazione della legge per la parità salariale, con il via libera della Camera (393 voti favorevoli e nessun contrario) che apre ora al passaggio del testo al Senato per l’ok definitivo. “Un passo importante per contrastare il gender gap e garantire pari opportunità sui luoghi di lavoro“, ha commentato la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia e diritti del Pd, Anna Rossomando. La battaglia contro il cosiddetto “gender gap” nelle retribuzioni passa attraverso alcune novità tra cui l’istituzione della “certificazione della parità di genere” per ridurre divari e discriminazioni nell’ambito lavorativo.

Parità salariale approvata all’unanimità alla Camera, il testo passa al Senato

393 sì e nessun contrario: è il bilancio del voto a Montecitorio sul testo della legge per la parità salariale che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. Trasversale la soddisfazione del mondo politico, con l’obiettivo di ridurre il “gender pay gap(divario retributivo di genere) e rafforzare le pari opportunità sul posto di lavoro.

Bene l’approvazione della legge sulla parità salariale alla Camera – commenta in un tweet Anna Rossomando, vicepresidente del Senato -. Un passo importante per contrastare il gender gap e garantire pari opportunità sui luoghi di lavoro. Pronti in Senato per l’approvazione definitiva“.

La proposta è stata accolta con favore dai deputati di ogni fazione politica. Elena Murelli, deputata della Lega, para di un “segnale incoraggiante” dalla Camera, riporta Agi: “Dobbiamo fare in modo che tutte le donne possano ricevere il rispetto dovuto e il trattamento appropriato alla loro posizione”. Per Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera, si tratta di “un passo significativo nella lotta alle diseguaglianze e agli squilibri di genere che ancora macchiano la nostra società“.

Attraverso degli sgravi contributivi – commenta il MoVimento 5 Stelle – vogliamo premiare le aziende virtuose, incentivando e diffondendo le buone pratiche in materia di pari opportunità e garantendo alle donne le stesse possibilità di crescita che spesso sono invece ad esclusivo appannaggio degli uomini“. Il riferimento è a una delle innovazioni contenute ne testo unificato appena approvato a Montecitorio.

Parità salariale: cosa prevede il testo approvato alla Camera

Tra le novità contenute nella proposta di legge sulla parità salariale approvata dalla Camera all’unanimità, riporta Ansa, l’introduzione, dal 1° gennaio 2022, della “certificazione della parità di genere”.

Si tratta di un documento che dovrà attestare le misure adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere nelle retribuzioni, sull’opportunità di crescita professionale e tutela della maternità. Alle aziende private sarà riconosciuto uno sgravio contributivo parziale, fino a 50mila euro all’anno, se al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento saranno in possesso della certificazione di pari opportunità.

Il testo passato a Montecitorio punta a sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e a favorire la parità retributiva tra i sessi. In quest’ottica rientra l’estensione dell’obbligo di redazione del report sulla situazione del personale alle aziende con più di 50 dipendenti (l’attuale limite è di 100).

Tra i punti della proposta anche incentivi alle assunzioni, agevolazioni fiscali, oltre a strumenti per favorire la conciliazione dei tempi di lavoro con la vita privata. Per quanto riguarda il tema della discriminazione indiretta, riporta ancora l’agenzia, tra le fattispecie che possono aprire questo scenario sono inseriti anche atti incidenti su orario di lavoro e organizzazione che espongano i lavoratori di un determinato sesso a un particolare svantaggio rispetto a lavoratori dell’altro sesso.

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