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Quentin Tarantino omaggia Ennio Morricone alla Festa del Cinema di Roma: “È stato un vero gigante”

Premiato alla Festa del Cinema di Roma, il regista Quentin Tarantino ha svelato un toccante aneddoto sul Maestro Ennio Morricone e la storia della loro unica collaborazione
quentin tarantino e ennio morricone

Quentin Tarantino non ha dimenticato Ennio Morricone: il celebre regista, che ha ricevuto alla Festa del Cinema di Roma il premio alla carriera, ha speso parole toccanti per il compianto Maestro della Musica scomparso a luglio dello scorso anno. Tarantino ha svelato l’aneddoto del loro incontro e intrattenuto la platea italiana.

Quentin Tarantino e Ennio Morricone: le parole del regista alla Festa del Cinema di Roma

Quella tra Tarantino e Morricone non è stata la storia di una lunga collaborazione, come per esempio quella di Stephen Spielberg e John Williams, ma i due nomi sono indissolubilmente legati nell’immaginario cinefilo.

Il regista di Pulp Fiction, Bastardi senza Gloria e dell’ultimo C’era una volta a… Hollywood, ha sempre ammirato il lavoro del compositore italiano scomparso l’anno scorso, specie la musica scritta per Sergio Leone. Solo nel 2018 questo rispetto reciproco ha finalmente trovato la maniera di entrare in contatto: grazie a The Hateful Eight, Ennio Morricone ha vinto l’Oscar per la miglior colonna sonora (9 anni dopo quello onorario).

Durante la masterclass alla Festa del Cinema di Roma, Quentin Tarantino ha raccontato proprio la genesi di quell’incontro: “Per me è stato un sogno. Morricone è il mio compositore preferito. Non intendo solo di colonne sonore, ma proprio nel senso lato del termine. Quando feci The Hateful Eight pensavo che il film avrebbe dovuto avere uno score originale“. Tarantino, che di solito sceglie personalmente musiche già esistenti, in questo caso ha fatto un’eccezione: “Tempo prima lui mi aveva detto che sarebbe stato disponibile per me, quando avrei deciso di usare uno score originale. Quindi l’occasione è stata quella“.

L’incontro a Roma tra Quentin Tarantino ed Ennio Morricone

E pensare che quella colonna sonora ha rischiato di non esistere: “Ho fatto tradurre la sceneggiatura in italiano per Morricone. Arrivo a Roma per incontrarlo con sua moglie Maria. Lui mi chiede quando avrei iniziato a girare il nuovo film ma io gli dissi che lo avevamo già finito, avevo bisogno della colonna sonora perché eravamo in fase finale“. Da qui il problema, racconta Tarantino: “Lui disse che non aveva capito, di essere stato informato male e che non aveva tempo per me.

Ci rimasi male ma lo accettai“. L’interesse e la voglia di portare a termine quel lunghissimo flirt durato anni (Tarantino cita espressamente Morricone in Kill Bill e Bastardi senza Gloria) ha però portato al “miracolo”.

A quel punto disse che aveva un’intuizione che poteva sviluppare – ha svelato il regista – Non una colonna sonora intera, ma qualcosina. Aveva in mente un tema principale che, variandolo un po’, poteva arrivare a una decina di minuti“. Non si è fermato lì però: “La sera dopo c’era la cerimonia dei David. Lì Ennio si avvicinò e disse che aveva delle altre idee, stava creando altro e quindi poteva arrivare a 40 minuti“.

Per la colonna sonora di The Hateful Eight, inoltre, Morricone ha ripescato alcuni brani scritti per La Cosa di Carpenter e “Così è andata. Ennio Morricone è stato un vero gigante. Solo questo posso dire“. E come non concordare con Tarantino.

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