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Alfonso Signorini vittima di bullismo in passato, il crudo racconto a Verissimo: “Episodi molto forti”

Alfonso Signorini ha confessato di essere stato vittima di bullismo da giovane. Il crudo racconto del conduttore spiazza Silvia Toffanin e il pubblico di Verissimo
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Alfonso Signorini ammette a Verissimo di aver subito episodi di bullismo nel corso della sua giovinezza. Il conduttore si è raccontato a tu per tu con Silvia Toffanin, riavvolgendo il nastro dei ricordi e raccontando le angherie subite dai propri compagni di classe all’uscita dalla scuola. “Una roba tremenda che io ancora ricordo” la confessione di fronte a una Silvia Toffanin sconvolta dalla cruda verità del suo racconto.

Alfonso Signorini vittima di bullismo da ragazzo: il racconto a Verissimo

Nel salotto di Verissimo va in scena un’intima intervista ad Alfonso Signorini.

Per un pomeriggio il giornalista si è tolto i panni di “re del gossip” e ha donato a Silvia Toffanin e al pubblico da casa un’inedita versione di se stesso, più intima e privata. Il conduttore del Grande Fratello Vip si è raccontato al 100%, tra gioie e dolori della sua vita, aprendo anche un doloroso cassetto della memoria. Come racconta alla Toffanin, infatti, in passato è stato vittima di bullismo.

I fatti risalgono al periodo della scuola, come spiega Signorini rivelando di essere stato un ragazzino piuttosto solitario: “Mi chiamavano ‘Alfi’ perché mia mamma mi chiamava dal balcone quando era l’ora della merenda e tutti facevano il verso.

Loro andavano con il motorino e io giocavo con l’elastico. Non ero forte, gagliardo“.

Alfonso Signorini: il crudo racconto degli episodi di bullismo subiti

Alfonso Signorini ricorda, in particolare, un episodio che ha profondamente segnato la sua adolescenza. “Mi ricordo episodi molto forti, che oggi non sarebbero più accettati per fortuna – spiega il conduttore –  Sono ricordi che ti porti dento. Mi ricordo alle scuole medie che, dato che andavo bene a scuola, mi capitava spesso di consegnare i compiti in classe prima degli altri.

Gli altri mi dicevano di suggerire, io ero talmente ligio al mio dovere che mi sono sempre rifiutato. Allora all’uscita della scuola prendevano i palloncini, ci sputavano tutti dentro, lo gonfiavano e poi con lo spillo me lo scoppiavano in faccia. Una roba tremenda che io ancora ricordo“.

In studio Silvia Toffanin e il suo pubblico rimangono sconvolti per questo racconto, dietro il quale si nascono ferite impossibili da rimarginare: “Io non dicevo niente a nessuno, avevo paura. Quando li vedevo scappavo e cercavo di cambiare la strada.

Anche a mia mamma non dicevo niente, perché non volevo darle il dolore di un bambino che non socializzava con gli amici“.

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