Economia e Lavoro

Carta e cartone, i rincari delle materie prime colpiscono anche il settore dell’editoria: cosa sta succedendo

Il settore dell'editoria potrebbe dover fronteggiare nuove difficoltà: le cause sono l'aumento del prezzo di cellulosa e gas. Cosa si prospetta per i prossimi mesi
aumento carta e cellulosa conseguenze editoria italiana

I rincari delle materie prime, oltre a riguardare petrolio, metano ed elettricità, si stanno estendendo anche ad altri comparti. Tra questi, l’industria della carta potrebbe doversi adattare in fretta all’incremento dei prezzi con conseguenze anche nel mondo dell’editoria.

Aumentano i prezzi delle materie prime: il caso della carta e della cellulosa

Secondo Assocarta, tra la fine del 2020 e il mese di giugno 2021 il costo delle cellulose necessarie per produrre carta e cartone è aumentato del 60%, per la fibra lunga Nbsk prodotta da alberi di conifere, e del 70% per la fibra corta eucalipto.

Fino a pochi mesi fa, dunque, i prezzi erano pari rispettivamente a 1.350 $/tonnellata e 1.150 $/tonnellata. In crescita anche le quotazioni per carta e cartone da riciclare, complice anche il ricorso all’e-commerce e alle spedizioni: da ottobre a maggio 2021 le quotazioni sono passate a 155€/tonnellata per la carta e a 170€/tonnellata per il cartone. Il motivo di questi aumenti sarebbe dovuto non solo alla cellulosa ma anche al gas. Il Corriere della Sera riporta le parole di Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta, per cui l’industria della carta “rappresenta una parte importante dell’infrastruttura di riciclo nazionale” e “utilizza principalmente il gas nei propri impianti”.

Aumenta il prezzo della carta: le conseguenze sull’editoria

Tra i settori collegati all’industria della carta, l’editoria sta vivendo molte delle difficoltà legate alle materie prime. Per Riccardo Cavallero, editore di SEM libri – Società Editrice Milanese intervistato da Huffington Post, “Come mancano i microchip a chi produce automobili, al nostro settore manca la carta per fare i libri proprio nel momento in cui se ne avrebbe più bisogno.

I costi sono cresciuti e gli aumenti si riversano su tipografie ed editori”. In questo periodo dell’anno occorre infatti organizzare le uscite per le festività natalizie, ed è proprio in queste settimane che si sarebbero manifestati i primi ritardi nei rifornimenti e nel processo di logistica, oltre agli aumenti legati alle materie prime.

Come impatterà la crisi della carta sui piccoli editori e sulle tipografie

Cavallero, nel corso dell’intervista su Huffington Post, ha spiegato che “A soffrire sono soprattutto i piccoli editori perché hanno minor potere di negoziazione con lo stampatore, che a sua volta compra la carta.

Per recuperare bisognerebbe alzare il prezzo di copertina rifacendosi sul lettore ma ciò non è fattibile”.

Nelle tipografie la situazione sarebbe analoga: Huffington Post ha sentito Antonio Bechini, socio di Geca Industrie Grafiche, secondo cui “I rincari per il prezzo all’editore dipenderanno dal tipo di prodotto scelto: per carta editoriale si stima una media del +6%, per carte bianche almeno un +10/12%”. Alcune tipografie sarebbero corse ai ripari stoccando quanta più carta possibile, ma si tratterebbe di una soluzione temporanea che potrebbe durare fino a dicembre 2021.

La crisi della carta per l’editoria italiana

Mentre le uscite natalizie possono essere pianificate, gli editori grandi e piccoli potrebbero essere messi in difficoltà dai casi editoriali che richiedono ristampe impreviste, oppure dai cosiddetti “instant book” legati ad avvenimenti non pianificabili in anticipo. Gli aumenti dei prezzi e le difficoltà di reperimento delle materie prime potrebbero così tradursi in numerose difficoltà per il settore dell’editoria italiana.

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