Economia

Crisi dell’energia e delle materie prime, uno studio ipotizza gli impatti sulle spese di Natale: i dati

Il Natale 2021 potrebbe essere più caro: uno studio ha analizzato gli impatti del caro prezzi sull'energia e le materie prima, ipotizzando gli aumenti per le famiglie italiane
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L’arrivo delle tanto attese festività natalizie potrebbe portare con sé numerosi rincari, dai cibi per il cenone con i parenti fino ai regali. La causa sarebbe da ricercare nell’aumento dei prezzi di energia, materie prime e carburante. Ecco come potrebbero essere le spese per le prossime festività.

La crisi dell’energia e delle materie prime: come potrebbe incidere sul Natale

Le stime sono state fatte dal Codacons tramite uno studio preliminare volto a capire come i rincari delle materie prime, dell’energia e dei carburanti potessero ripercuotersi sulle spese delle famiglie italiane.

Al momento, infatti:

  • Le tariffe di luce e gas sono aumentate del 29,8% e del 14,4% ciascuna;
  • La benzina costa il 25,8% in più rispetto al 2020 e il gasolio il 27,7% in più;
  • L’acciaio ha raggiunto il 100% in più rispetto all’estate 2020.

In Italia l’85% della merce viaggia su gomma, dunque l’impatto del rincaro sui carburanti si prospetterebbe significativo.

Prezzi in aumento a Natale, a rischio anche il cenone: le stime

Il Codacons ha stimato un aumento del 4% rispetto al 2019 della spesa per il cenone di Natale.

Nel 2021 dunque le famiglie italiane potrebbero spendere quasi 100.000.000€ in più a causa dei seguenti rincari:

  • 2,5% per salumi, carne e pesce;
  • 1,5% per le bevande e i vini;
  • 2,7% per la frutta fresca e secca e gli ortaggi;
  • 10% per i pandori, i dolci lievitati ma anche la pasta e il pane.

A incidere è stata la crescita dei prezzi delle materie prime quali farina, burro e olio, secondo i produttori e i distributori.

Caro prezzi a Natale, gli altri settori che potrebbero essere coinvolti

A Natale il Codacons ipotizza ulteriori aumenti:

  • 5% del prezzo di listino per regali e addobbi per la casa, a causa dei costi di trasporto e della crisi di alcuni settori produttivi;
  • 7% per i viaggi, anche nel territorio nazionale, non solo in relazione ai mezzi di trasporto e al carburante ma anche per le strutture ricettive e i servizi turistici.

Rincari generalizzati, quali potrebbero essere le prospettive future

Al momento, a causa della crisi energetica e delle materie prime, i rincari maggiori si sarebbero estesi principalmente ai mercati che fanno ampio uso di componenti elettriche, per esempio quello dei cellulari e delle automobili. Altre aziende però stanno annunciando nuovi rincari, come riferisce SkyTg24: dalla multinazionale americana Procter&Gamble che alzerà i prezzi di listino su pannolini, rasoi e prodotti per la cura della pelle fino alla concorrente olandese-britannica Unilever, dalla quale arriva la richiesta di un’azione di pricing a causa dell’inflazione.

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