Sostenibilità

La deforestazione segna un nuovo record, Amazzonia minacciata: quanta foresta è andata perduta in un anno

La foresta amazzonica è un ecosistema di fondamentale importanza, continuamente minacciato da incendi e disboscamenti. I dati sulla deforestazione mostrano uno scenario drammatico.
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Il 2021 vede un nuovo, triste record per l’Amazzonia, in cui i tassi vertiginosi di deforestazione non sembrano arrestarsi. Le percentuali odierne, confrontate con quelle degli scorsi anni, mostrano una situazione davvero molto preoccupante. La foresta è sottoposta a gravi rischi e in Brasile aree elevate di territorio sono andate già perdute.

Amazzonia, i dati sulla deforestazione: quanto territorio è andato perduto

Tra gli accordi conclusi durante la conferenza Cop26 c’è l’obiettivo di azzerare il fenomeno della deforestazione entro il 2030.

I dati, però, ricordano quanto questo obiettivo sia ancora molto lontano, soprattutto per l’Amazzonia. La situazione della foresta amazzonica, la foresta pluviale più grande del mondo, è monitorata da due agenzie: Inpe, Istituto nazionale di ricerche spaziali ed ente pubblico del Brasile, e Imazon, Instituto do homem e meio ambiente da Amazônia, una ONG indipendente. Inpe riferisce come nel mese di ottobre la deforestazione abbia provocato la distruzione di 877 kmq di foresta, il 5% in più rispetto a ottobre 2020.

L’istituto avrebbe inoltre osservato come il tasso di deforestazione sia inferiore del 5% rispetto allo scorso anno, comparando i dati degli ultimi 12 mesi. Per Imazon, invece, i dati rivelerebbero un’altra realtà. Mentre a ottobre si è stimato che 803 kmq di foresta è andata distrutta, da gennaio il totale di territorio deforestato ammonterebbe a 9.724 kmq. Questa cifra sarebbe più alta del 33% rispetto al 2020, un anno rivelatosi già molto critico per il benessere della foresta amazzonica.

Foresta amazzonica, il disboscamento avrebbe superato i livelli del biennio 2005-2006

Nel biennio 2020-2021, dunque, il disboscamento avrebbe interessato 13.235 kmq di foresta pluviale, raggiungendo così il livello più elevato mai registrato dal biennio 2005-2006.

Tra agosto 2020 e luglio 2021, il fenomeno è aumentato di quasi il 22% rispetto al periodo precedente, compreso tra agosto 2019 e luglio 2020, segnando un altro triste record nel processo di deforestazione dell’Amazzonia.

Il declino del benessere della foresta sarebbe iniziato già nel 2012. Allora, il governo guidato dalla presidente Dilma Rousseff aveva riformato il Codice Forestale allentando la stretta legislativa sull’abbattimento massivo degli alberi.

Assieme al fenomeno degli incendi e ai disboscamenti illegali, l’Amazzonia è sempre più minacciata anche nella parte detta “foresta primaria”, quella più ricca di biodiversità e dal ruolo insostituibile nella sostenibilità dell’ecosistema.

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