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25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: i dati dell’Italia

La Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne ricorda, ogni 25 novembre, le mille forme che la violenza può assumere: quali sono i dati del 2021 e la storia di questa ricorrenza
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Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, violenza che si manifesta in molte forme, spesso subdole: dalla violenza psicologica a quella fisica e sessuale, dal femminicidio alle molestie in strada. Quali sono i dati che fotografano la situazione in Italia e l’entità di una bestialità che non accenna ad arrestarsi.

Violenza contro le donne: i dati dei femminicidi tra il 2021 e il 2020

Ogni settimana, il Ministero dell’Interno rende noti i dati relativi agli omicidi volontari commessi in Italia e ne estrapola l’entità degli episodi legati alla violenza di genere.

Sono raccolti dalle banche dati delle forze di Polizia e dai presidi territoriali dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato. La situazione, fotografata fino alla settimana del 1-7 novembre 2021, attesta che:

  • Dal 1°gennaio al 7 novembre 2021 sono stati commessi 247 omicidi, di cui 103 hanno visto come vittime delle donne. Tra le 103 donne, 87 sono state uccise in ambito familiare/affettivo, in particolare 60 sono state uccise dal partner o dall’ex partner;
  • Tra il 1° gennaio e il 7 novembre, il 2021 ha registrato una diminuzione pari al 2% degli omicidi totali rispetto allo stesso periodo del 2020: da 251 si è passati a 247. Il numero delle donne uccise è però aumentato del 6%, salendo da 97 a 103. Le vittime uccise in ambito affettivo/familiare sono cresciute del 5% (da 83 a 87) e del 5% è anche l’aumento di donne vittime del partner o di ex partner (da 57 a 60).

Violenza contro le donne, i dati Istat del numero di pubblica utilità 1522

Per tracciare l’entità del fenomeno della violenza contro le donne è importante anche esaminare i dati, rilasciati dall’Istat, relativi alle richieste d’aiuto pervenute al numero 1522 contro la violenza sulle donne e lo stalking.

Il numero 1522 è di pubblica utilità, promosso e gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità. La serie storica dei dati diffusi dall’Istat parte dal 1° trimestre 2018 e arriva fino al 2° trimestre 2021, permettendo così di fotografare anche la situazione della pandemia.

Nel 2021, il 2° trimestre ha visto un aumento del 6,7% nel numero di chiamate valide (8.508 in totale) a fronte di un calo del 1,5% nel numero di vittime (4.243 in totale). Il 44,8% (3.812) delle chiamate valide riguarda la “richiesta di aiuto da parte delle vittime di violenza” e le “segnalazioni per casi di violenza”.

L’83,5% delle persone che hanno chiamato il 1522 nel 2° trimestre 2021 lo hanno fatto per la prima volta.

Dal confronto tra il 2020 e il 2021, invece, i dati Istat mostrano che:

  • Le chiamate valide sono diminuite del 34% e le vittime del 24% rispetto al picco del 2° trimestre 2020 (in cui si erano raggiunte 12.942 chiamate e 5.606 vittime);
  • Le richieste di aiuto via chat sono passate dal 18% del 2° trimestre 2020 al 15,2% dei primi due trimestri del 2021;
  • Rispetto al 2° trimestre 2020, nel 2021 le chiamate per avere informazioni sul numero sono diminuite del 19,2%.

Per quanto riguarda le vittime, le donne che hanno subìto più tipi di violenza costituiscono il 66,1% dei casi. Di queste, il 21,8% ha denunciato di subire 2 forme di violenza e il 44,2% ha affermato di essere vittima di 3 o più forme di violenza. I dati del numero 1522 riferiscono che la violenza psicologica sia la più frequente, ma quella fisica sia quella che viene denunciata più spesso. Nel 2° trimestre 2021, il 70,5% delle vittime è stata indirizzata agli appositi servizi territoriali, di cui l’89,5% a un Centro antiviolenza (2.678 vittime).

I dati sulle violenze sessuali: chi sono le vittime e gli aggressori

I dati della Direzione centrale di Polizia criminale e del Ministero dell’Interno parlano di 1 violenza sessuale denunciata ogni 131 minuti, con una media di 11 tra stupri e abusi al giorno. Come riporta l’Osservatorio Diritti, tra gennaio e aprile 2021 sono stati denunciati o scoperti oltre 1.000 reati sessuali tra:

  • Violenze sessuali (885);
  • Violenze sessuali aggravate (254);
  • Violenze sessuali commesse in istituti d’istruzione e formazione (11);
  • Violenze sessuali di gruppo (19).

Le donne under 18 vittime di reati costituiscono oltre il 70% dei casi, e la percentuale sale all’80% per le violenze sessuali. Nel 2020, le vittime under 18 di stupri di gruppo erano state il 93%, mentre nel primo quadrimestre nel 2021 sono state il 100%. Per quanto riguarda gli autori dei reati sessuali, l’87% è di sesso maschile e il 72% è di nazionalità italiana. Il 2% dei responsabili è minorenne e il 22% ha più di 65 anni.

Violenza sulle donne e catcalling, esperienze diffuse ma difficili da documentare

Nel 2014, uno studio Istat aveva stimato come il 31,5% (quasi 1/3) di donne nella fascia di età 16-70 anni sarebbe stata oggetto di una qualche forma di violenza fisica o sessuale:

  • Il 20,2% avrebbe subìto violenza fisica;
  • Il 21% sarebbe stata vittima di violenza sessuale;
  • Il 5,4% avrebbe conosciuto le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro e il tentato stupro.

Per quanto riguarda il cosiddetto “catcalling”, ossia le molestie spesso a sfondo sessuale ricevute per strada, non vi sarebbero dati ufficiali perché in Italia al momento non è considerata una fattispecie di reato autonoma. Le molestie di questo tipo spesso appartengono al vissuto di moltissime donne e si basano sulla volontà di prevaricazione verso il sesso femminile. Sono capaci di indurre dei cambiamenti nei comportamenti delle donne che le subiscono, limitandone di fatto la libertà.

La storia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne si celebra il 25 novembre in ricordo delle tre sorelle Mirabal, Patria, Minerva e María Teresa, che furono uccise il 25 novembre 1960 dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. La loro morte sarebbe avvenuta dopo essere state fermate per strada e in seguito picchiate con dei bastoni e gettate in un burrone. Gli agenti avrebbero cercato di mascherare l’episodio come un incidente, ma l’opinione pubblica aveva conosciuto le tre sorelle come attiviste del gruppo clandestino Movimento 14 giugno, inviso al governo dell’epoca. Le sorelle Mirabal si erano opposte alla dittatura, lottando in prima persona per i diritti delle donne. Il 25 novembre del 1981 avvenne il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche e da allora la data divenne un potente simbolo.

Tra i simboli di questa giornata figurano anche le scarpe rosse, ideate nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con un’installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

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