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Orietta Berti sul suicidio di Luigi Tenco: i dubbi e il più grande rimpianto della cantante

Orietta Berti rivela il suo unico grande rimpianto e parla del suicidio di Luigi Tenco, senza nascondere le sue perplessità sul famoso biglietto legato a quella maledetta edizione di Sanremo 1967.
Orietta Berti: sorpresa a Verissimo

Orietta Berti, prossima al debutto come giurata in The Voice Senior, svela quale è il suo più grande rimpianto e torna a parlare della morte di Luigi Tenco, un suicidio intorno a cui, ancora oggi, graviterebbe un’importante mole di ombre. La cantante, che non ha mai nascosto le sue perplessità su quella maledetta notte di Sanremo 1967, era in gara nella kermesse con la sua Io tu e le rose. Un brano che, nel biglietto d’addio attribuito a Tenco, è citato con riflessi sinistri e, secondo alcuni, inverosimili.

Orietta Berti sul suicidio di Luigi Tenco: i dubbi della cantante

In una intervista al settimanale Oggi, Orietta Berti ha rivelato di avere un unico grande rimpianto: il suicidio di Luigi Tenco durante il Festival di Sanremo del 1967.

Dopo la morte dell’artista, secondo alcuni vittima di omicidio e non suicidatosi come la versione ufficiale ha invece concluso, fu trovato un biglietto in cui, riportando la sua firma, avrebbe scritto di non sopportare di vivere in un’Italia che mandava in finale Io tu e le rose. Si tratta della canzone con cui Orietta Berti era in gara durante quell’edizione della kermesse, ma la cantante non avrebbe nascosto i suoi dubbi al riguardo.

Ancora oggi – ha dichiarato Orietta Berti nel corso della stessa intervista – non credo che lui abbia scritto quel famoso biglietto. Non credo che fosse la sua grafia, anche Sandro Ciotti, uno dei suoi più cari amici, me lo confermò: c’erano quattro errori di ortografia…”. Errori che, secondo quanto riportato, una persona come Luigi Tenco non avrebbe potuto fare. “Non ci ho mai creduto e mai ci crederò“, ha sottolineato ancora la cantante, ribadendo come quella sia stata una pagina terribile della sua carriera.

Luigi Tenco: il biglietto d’addio che cita Io tu e le rose di Orietta Berti

La morte di Luigi Tenco avvenne il 27 gennaio 1967, data impressa per sempre nella storia del Festival come oscura pagina di dolore e, sollevati da più parti, sinistri interrogativi.

Una data che ha segnato la fine del cantautore e l’alba di quello che, per alcuni, sarebbe un labirinto di misteri ancora senza via d’uscita. Un decesso classificato come suicidio a cui persino amici dell’artista non avrebbero mai creduto fino in fondo. A Sanremo, Tenco era in corsa in coppia con Dalida nel brano, poi eliminato, Ciao amore, ciao.

Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi“.

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