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Stop all’ora di religione obbligatoria, al suo posto educazione civica: il Belgio verso la svolta laica

Possibile svolta nel Belgio francofono: una nuova proposta punta ad abolire l'ora di religione obbligatoria nelle scuole. Al suo posto, filosofia ed educazione civica.
ora di religione nelle scuole

Il Belgio francofono si prepara ad una possibile svolta nel sistema scolastico: è stata infatti avanzata una proposta che punta ad eliminare l’ora di religione obbligatoria nelle scuole. In Italia la cosiddetta ora di IRC è facoltativa per gli studenti che non vogliono avvalersi dell’insegnamento.

Belgio, al via la proposta per eliminare l’ora di religione obbligatoria nelle scuole

Ci sono voluti due anni di negoziati, ma il Belgio francofono – che comprende le comunità della Vallonia e di Bruxelles – è pronto a dire addio all’ora di religione.

Nelle scuole è ancora obbligatoria, benché il Belgio sia uno Stato laico e su molti fronti decisamente progressista: basti pensare che i matrimonio omosessuali sono regolamentati dal 2003, secondo Paese al mondo a legalizzarli. Eppure, agli studenti di questa comunità linguistica non viene ancora data la possibilità di scegliere se seguire o meno un’ora di religione obbligatoria a settimana.

Le cose potrebbero cambiare ora che sei partiti si sono messi d’accordo: le forze di maggioranza formate da socialisti, liberali e verdi e quelle di minoranza composte da partiti centristi e la sinistra radicale intendono infatti portare avanti una proposta per togliere l’ora di religione, già dimezzata nel 2016.

Al suo posto, riporta il quotidiano belga Le Soir, verrebbe esteso a due ore l’insegnamento di filosofia ed educazione civica, per tutte le classi delle scuole dell’obbligo. La stessa fonte sottolinea però che nulla è ancora certo: i partiti si stanno infatti riservando margini per studiare modalità diverse.

Scuola e ora di religione: la situazione in Italia

Se il Belgio francofono si prepara solo ora a togliere l’obbligatorietà dell’insegnamento religioso nelle scuole, istituzione laica, la situazione in Italia è ben diversa.

La storia dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) è vecchia quanto l’Italia stessa: inizialmente è stato obbligatorio nei primissimi anni dell’Unità, ma divenne facoltativa e su richiesta dei genitori all’indomani della Breccia di Porta Pia e la fine del potere temporale del Papa (circolare del 29 settembre 1870). A reintrodurre l’obbligatorietà sono stati i Patti Lateranensi del 1929. Ci è voluto poi un nuovo Concordato nel 1984 per cambiare nuovamente le cose.

Con la Legge n. 121 del 25 marzo 1985, all’Art. 9.2 si ribadisce che la Repubblica Italiana riconosce alla Chiesa il “valore della cultura religiosa” e che “i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano“, e che pertanto continuerà ad essere garantito l’insegnamento nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado. Tuttavia, allo stesso tempo “é garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento“. L’ora di religione facoltativa viene così sostituita da attività didattiche alternative (che non possono tuttavia comprendere insegnamenti curricolari per non svantaggiare altri studenti), ore dedicate allo studio individuale o la possibilità di uscire dall’edificio scolastico (tranne alle materne).

Per impedire che l’ora di religione si trasformi in un liberi tutti, tuttavia, sono state introdotte specifiche norme per non far si che l’IRC sia messa durante la prima e l’ultima ora.

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