Cronaca Nera

Lorys Stival, la tragedia di 7 anni fa e i processi ancora in corso per la madre Veronica Panarello

Sono passati 7 anni dalla tragica morte del piccolo Lorys Stival, il cui corpo era stato ritrovato in un canale. In carcere c'è la madre, con un altro processo ancora in corso.
lorys stival

Il 29 novembre del 2014 il piccolo Lorys Stival, di soli 8 anni, veniva dichiarato scomparso e ritrovato morto la sera stessa, in un canale. Quali sono state le tappe della vicenda e quali indizi hanno portato alla condanna della madre Veronica Panarello.

La tragedia del piccolo Lorys Stival, cosa successe 7 anni fa

È il 29 novembre 2014 quando a Ragusa Veronica Panarello denuncia la scomparsa di suo figlio maggiore, Lorys Stival, di 8 anni. La donna afferma di averlo accompagnato a scuola, attorno alle 8.30, e di non averlo più trovato al momento dell’uscita. In serata dello stesso giorno, il cadavere del bambino viene ritrovato in un canale nei pressi del Mulino Vecchio grazie a un cacciatore che conosce quella zona.

Il 1° dicembre 2014 dall’autopsia emerge che Lorys è stato strangolato, probabilmente con l’uso di fascette elettriche. A questo punto, una delle ipotesi che si fa strada è quella di un presunto “orco”, ma non si trovano riscontri medico-legali che possano sostenere questa tesi e l’ipotesi sarà infine smentita dalla Procura di Ragusa.

Le prime incongruenze nel racconto di Veronica Panarello

Le indagini proseguono e il 3 dicembre emergono alcune incongruenze dalla versione dei fatti presentata da Veronica Panarello.

La madre di Lorys viene fermata per omicidio e occultamento di cadavere il 9 dicembre 2014; si proclamerà sempre innocente, sostenendo di averlo accompagnato a scuola come ogni giorno. Il 3 gennaio 2015 il Tribunale del Riesame di Catania conferma l’ordinanza del Gip di Ragusa che ne aveva richiesto il fermo: Veronica deve restare in carcere.

Gli indizi di colpevolezza sono ribaditi dalla Cassazione in data 29 maggio e viene così rigettata la richiesta di scarcerazione della donna. Nel mese di novembre Veronica Panarello dapprima ammette di non aver portato il figlio a scuola, affermando però di non ricordare gli eventi successivi, e poi dice che Lorys è morto mentre giocava con delle fascette elettriche in casa.

Il caso di Lorys Stival e gli ultimi atti del processo

Il 14 dicembre 2015 si tiene la prima udienza del processo e, l’11 febbraio 2016, davanti ai Pm Veronica accusa il suocero, Andrea Stival, affermando che l’uomo avrebbe ucciso il piccolo perché Lorys avrebbe scoperto una presunta relazione tra i due. L’uomo nega tutto durante un interrogatorio tenutosi in data 3 marzo. Il 7 giugno Veronica è sottoposta a perizia psichiatrica e ne emerge una personalità definita “non armonica”, ribadendo però che la donna fosse “capace di intendere e di volere”.

La condanna a 30 anni di reclusione, con rito abbreviato condizionato da perizia psichiatrica, arriva il 17 ottobre 2016, confermata dal Gup di Ragusa, per omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere. Il 5 luglio 2018 la corte d’appello di Catania conferma la condanna, il 21 novembre 2019 la corte suprema di cassazione conferma la sentenza.

Le incongruenze che hanno condannato Veronica, la madre del piccolo Lorys

Sarebbero numerose le incongruenze riscontrate tra la versione dei fatti di Veronica Panarello e i filmati delle telecamere di sorveglianza disposte lungo il percorso che la donna avrebbe compiuto la mattina dell’omicidio.

Gli investigatori hanno infatti stimato in 5 minuti e mezzo il tempo necessario per compiere in macchina il tragitto casa-scuola, mentre i filmati mostrano come la donna ne ha impiegati 11.

Inoltre, dalle ricostruzioni del percorso è emerso che l’automobile della donna si sia fermata nella strada del Mulino Vecchio tra le 8.33 e le 8.35 prima di ricomparire sulle telecamere lungo la strada. Secondo il Gip, i 5 minuti che “mancano” sono compatibili con il tempo necessario per raggiungere il Mulino Vecchio e abbandonare il corpo del piccolo Lorys.

Inoltre, gli investigatori scoprono delle forbici nella cameretta dei bambini, un oggetto che per il padre di Lorys doveva trovarsi nel bagno.

Lorys Stival, ancora processi in corso per la madre del piccolo

Un nuovo aggiornamento nel processo si è avuto in data 17 settembre 2021, quando il Tribunale di Ragusa ha condannato Veronica Panarello a 2 anni di reclusione e a un risarcimento di 24.000€ per calunnia nei confronti del suocero Andrea Stival. La donna lo ha infatti accusato di aver ucciso il piccolo Lorys perché sarebbe stato spettatore di una presunta relazione, ma le indagini hanno smentito la presenza dell’uomo la mattina dell’omicidio, incrociando i dati delle celle telefoniche e procedendo con ulteriori accertamenti e interrogatori. Sarebbe ancora in corso il processo per le minacce che la donna avrebbe rivolto sempre al suocero al termine del processo d’appello.

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