Economia

Reddito di libertà per le donne vittime di violenza, arrivano novità dall’Inps: di cosa si tratta

Il reddito di libertà è una misura pensata per le vittime di violenza. Ecco quali sono le novità introdotte nell'ultima circolare dell'Inps e come accedere a questo strumento
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Il reddito di libertà è una misura pensata per le donne vittime di violenza e ora vede l’arrivo di due importanti novità comunicate dall’Inps. Ecco di cosa si tratta e come funziona questo strumento.

Reddito di libertà, che cos’è e quali sono le ultime novità per richiederlo

Il reddito di libertà è un contributo mensile pensato per favorire l’emancipazione e l’autonomia delle donne, con o senza figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali. La cifra può raggiungere un massimo di 400€ al mese e, con la nuova circolare Inps, ora il modulo può essere rilasciato direttamente dagli operatori comunali.

Come si legge sul sito dell’Istituto, il modulo, aggiornato da pochi giorni, “deve essere presentato direttamente dalla cittadina interessata o mediante un rappresentante legale o un delegato, tramite il Comune competente per residenza“.

Come fare richiesta per il reddito di libertà tramite il proprio Comune

Questa nuova modalità è analoga a quella già prevista per la trasmissione delle domande di Assegno di Maternità e Assegno al Nucleo Familiare, dunque il Comune potrà accedere al modulo collegandosi sul sito dell’Inps e accedendo al servizio online dedicato, come specificato nella circolare.

Per effettuare questa operazione occorre essere in possesso di:

  • Credenziali di Sistema Pubblico di Identità Digitale SPID, di livello di sicurezza 2 o superiore;
  • Carta di Identità Elettronica CIE 3.0;
  • Carta Nazionale dei Servizi CNS.

Reddito di libertà, chi lo può richiedere e come viene accreditato

Il reddito di libertà può essere richiesto dalle donne residenti in Italia che siano cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie.

In quest’ultimo caso, la domanda può essere presentata se si è in possesso di regolare permesso di soggiorno. Le donne straniere che hanno lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane.

Il contributo può valere al massimo 400€ mensili, versati in un’unica soluzione per un massimo 12 mesi, in base alle risorse delle Regioni e delle Province autonome. Questo importo può essere accreditato sul conto corrente, sul libretto di risparmio o sulla carta prepagata intestati alla richiedente. Il reddito di libertà è esente da tassazione sul reddito ed è cumulabile con altri sussidi, per esempio il reddito di cittadinanza.

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