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Violenza sulle donne, nuove norme per tutelare le vittime: i dettagli del disegno di legge approvato dal Cdm

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo disegno di legge nato per tutelare le donne vittime di violenza dagli uomini maltrattanti, introducendo nuove norme.
Violenza donne

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato a favore di un nuovo disegno di legge per prevenire e contrastare la violenza sulle donne. Il testo propone una nuova ipotesi normativa, introducendo nuovi casi in cui attivare arresti e inasprendo le misure cautelari. Gli articoli prevedono anche l’introduzione di un dispositivo come il braccialetto elettronico per gli uomini maltrattanti.

Violenza sulle donne: i dettagli sulla gestione del braccialetto elettronico

Il nuovo disegno di legge in materia di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne introduce un rafforzamento delle misure cautelari sugli uomini accusati di aver maltrattato le donne.

Per loro è previsto il ricorso al braccialetto elettronico. In caso di tentata manomissione dei “mezzi elettronici e degli altri strumenti tecnici di controllo”, si legge infatti nel testo riportato da Adnkronos, “il giudice prevede l’applicazione, anche congiunta, di una misura più grave qualora l’imputato neghi il consenso all’adozione delle modalità di controllo anzidette”.

Il tentativo di manomissione del braccialetto elettronico potrebbe quindi essere seguito dalla pena corrispondente al carcere. Questo dispositivo è stato pensato per rendere effettivo l’obbligo di allontanamento da casa per i maltrattanti.

A ciò si aggiunge ovviamente anche il necessario rispetto del divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati dalla vittima. Qualsiasi forma di violazione da parte del condannato, si legge ancora, avrà inoltre come effetto il rientro in carcere o ai servizi domiciliari.

Disegno di legge contro la violenza sulle donne: cosa prevede l’art 6

L’articolo 6 del provvedimento, spiega ancora Adnkronos, prevede inoltre che siano apportate alcune modifiche.

Il pubblico ministero potrà infatti disporre “con decreto motivato”, ” il fermo della persona gravemente indiziata di uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 582, 612-bis del codice penale o di delitto, consumato o tentato, commesso con minaccia o violenza alla persona per il quale la legge prevede la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni”.

Ciò sarà da applicare “quando sussistono specifici elementi per ritenere grave e imminente il pericolo che la persona indiziata commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice”.

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