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Valerio Scanu e il dolore per la scomparsa del padre, morto di Covid-19: “Non volevo andare al funerale”

Valerio Scanu ricostruisce l'ultimo mese di vita del papà Tonino Scanu. Il padre del cantante è scomparso la notte del 23 dicembre 2020, dopo un mese ricoverato in terapia intensiva.
Valerio Scanu primo piano

Valerio Scanu ricorda il dolore per la perdita del padre Tonino Scanu, scomparso il 23 dicembre 2020 a causa del Covid-19. Per quasi un mese è stato ricoverato in terapia intensiva e non dando più segni di miglioramento. Il cantante era molto affezionato al padre e la sua improvvisa scomparsa ha lasciato un enorme vuoto nella sua vita. Il dolore provato per la sua perdita è stato tale da rendergli difficile prendere parte al suo funerale. A quasi un anno dalla sua morte, il cantante riflette su come nemmeno il clima natalizio abbia più lo stesso sapore di prima, ora che non c’è più suo papà.

Valerio Scanu sulla morte del padre: “Mi pento di non averlo mai chiamato”

Il dolore per la perdita di un genitore non si può spiegare a parole.

Soprattutto quando il suo affetto viene sottratto all’improvviso, dopo settimane vissute lontano dai famigliari. Tra poco sarà l’anniversario della morte del padre di Valerio Scanu, Tonino Scanu, scomparso il 23 dicembre 2020 all’età di 64 anni a causa del Covid-19. Quando il padre dell’ex concorente di Amici ha contratto il virus, i medici sono andati a casa sua per effettuare un tampone, ma da qui l’hanno portato subito in ospedale.

Aveva febbre e polmonite, ma era il solito di sempre: gli piaceva sdrammatizzare la situazione e diceva di star bene.

Mamma Sonia intanto era a casa in isolamento, anche lei positiva al Covid-19, ed era l’unica a chiamare tutti i giorni il marito all’ospedale. Questo, racconta il cantante a Oggi è un altro giorno, è uno dei suoi rimpianti più grandi:Mi pento di non averlo mai chiamato, lo chiamva sempre mamma”.

Valerio Scanu, morto il padre dopo un mese in terapia intensiva per il Covid-19

Valerio Scanu ha gli occhi lucidi e fa fatica a trovare le parole. Papà Tonino, spiega, si è sempre preso cura della sua famiglia ed era profondamente amato non solo da loro, ma anche da amici e conoscenti.

Il calvario è durato più di un mese con continui trasferimenti del padre da una clinica all’altra. Poi, all’ennesima chiamata senza risposta da parte del 64enne, i familiari scoprono che lo aveva spostato senza preavviso in un ospedale specializzato nella cura contro il Covid-19. Il cantante vuole vederci chiaro e manda un’e-mail al nuovo ospedale dove era ricoverato il padre: “Mi confermano che si trovava in terapia sub-intensiva. Poi appena gli hanno fatto una tac di ingresso, l’hanno subito portato in terapia intensiva.

La situazione precipita in pochissimo tempo: “Papà è stato quasi un mese intubato”

Valerio Scanu e la tragica notizia: “Valerio, papà è in arresto”

Il cantante ricostruisce per filo e per segno i giorni precedenti alla scomparsa del padre. La sera aveva parlato al telefono con i medici che avevano chiarito le condizioni di salute di papà Tonino: “Mi dissero che la situazione era grave, non sapevano più cosa pensare. I parametri erano buoni, ma i polmoni zero.” Valerio Scanu sperava con tutto il cuore che il papà migliorasse all’improvviso e che tutto si trasformasse in un brutto ricordo.

Ma, purtroppo, poche ore dopo è arrivata per lui la notizia peggiore di tutte: “Squilla il telefono a mezzanotte e cinquanta e mi dicono ‘Valerio, papà è in arresto‘.

Gli dicevo come faccio…” Il cantante sembra molto scosso mentre ricostruisce il racconto nello studio di Serena Bortone: “La mattina ho chiamato mia zia, non mi capiva. Le ho detto devi andare da mamma, non mi fare spiegare e vai da mamma subito […] Ha fatto tutto lei”.

Il dolore per la perdita del padre, Valerio Scanu ammette:”Non volevo andare al funerale

Tonino Scanu se n’è andato il 23 dicembre 2020, due giorni prima della notte di Natale.

Ma ora per Valerio, Natale non ha più lo stesso sapore di affetto e allegria degli anni passati. L’anno scorso, Papà Tonino era da poco andato il pensione e si era occupato lui di preparare l’albero per le feste: “Tutti i giorni che è stato in ospedale c’era questo albero con un angelo sopra. Ho detto ‘vediamo se accade il miracolo’, invece non è accaduto nessun miracolo”.

Il dolore più straziante, per l’artista, è stato dover partecipare al funerale: Non volevo andare al funerale. Una volta lì mia madre mi ha chiesto di salire al cimitero, ma non ce la facevo – racconta il 31enne a Today – non volevo vedere quella scena che poi ho visto: questo copribara con una stella di Natale e sentire lei che mentre lo chiudevano gli augurava buon Natale. “È stata una pugnalata” conclude amareggiato il cantante.

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