Cronaca Nera

Stupro, donna denuncia marito ma per il Pm il caso va archiviato e l’uomo deve “vincere le resistenze”

Il pm ha chiesto l'archiviazione della denuncia, dicendo che i fatti andrebbero ridimensionati e parlando di minacce fatte "per scherzo".
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Nel 2020, tristemente, c’è ancora qualcuno che ritiene normale che all’interno di un matrimonio un uomo possa obbligare una donna a subire un rapporto sessuale, senza che questo venga considerato uno stupro. Non si tratta dell’opinione personale scaturita nel bel mezzo di una conversazione da bar, ma delle parole nero su bianco di un Pm della Procura di Benevento che ha chiesto l’archiviazione di una denuncia di stupro fatta da una donna nei confronti del marito. Le motivazioni del pm, che puntano sull’idea surreale che un uomo si ritrovi a “dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna (…) tende a esercitare”, hanno avuto un enorme risalto sia nel contesto della Procura di Benevento (che è stata costretta a prendere una posizione in merito) sia a livello mediatico, per via della pericolosità intrinseca di alcuni concetti palesati nella richiesta di archiviazioni, che poco sembrano rispettare l’idea di una battaglia costante a livello nazionale contro la violenza contro le donne.

La donna protagonista della vicenda aveva denunciato due episodi di violenza di natura differente ma ugualmente grave. Il primo sarebbe avvenuto ad ottobre 2019, in occasione del compleanno di uno dei figli della coppia.

In quel caso l’uomo, ascoltando di un caso di violenza alla televisione, si sarebbe rivolto alla donna mettendole un coltello alla gola, dicendo che prima o poi avrebbero visto anche lui al telegiornale. Un episodio tanto più grave se si pensa che la scena sarebbe stata vista anche dai figli della coppia ed altri componenti della famiglia. Riguardo a ciò, le parole della Pm nella richiesta di archiviazione-riportate da Il fatto Quotidiano, che per primo ha raccontato la vicenda- avrebbero avuto lo scopo di sminuire l’accaduto, minimizzando la gravità di quanto raccontato, che sarebbe stato compiuto “per scherzo”.

La Pm sembra voler sostenere la tesi del marito, che descrive il tutto come nulla più che un momento di goliardia familiare, scrivendo che occorre tenere conto del contesto, ovvero un’allegro momento familiare, che secondo il magistrato dimostrerebbe l’intento scherzoso dell’uomo.

Violenze, per la Pm “considerato comune dover vincere resistenza”

Se per questo episodio si sfiora il surreale, per quanto riguarda le violenze fisiche denunciate dalla donna -che accusa il marito di costringerla a subire rapporto sessuali- le dichiarazioni presenti nel documento e riportate da Il Fatto sono ufficialmente gravi.

Di fatto la Pm invita a ridimensionare le denunce: “Anche i fatti carnali devono essere ridimensionati nella loro portata, non avendo la stessa descritto espressioni di minaccia o di costrizione fisica, né di abuso di autorità”. La responsabilità del rifiuto e dell’accaduto viene data di fatto alla donna, che viene descritta come se non avesse spiegato “abbastanza bene” al marito di non essere consenziente: “Considerato la sussistenza di un rapporto di coniugio, appare arduo sostenere che sia provata la consapevolezza in capo della non consensualità al rapporto sessuale, considerato anche comune negli uomini dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale”.

La donna, nella denuncia, aveva spiegato -riporta la richiesta di archiviazione- che il marito esercitava su di lei pressione per avere rapporti sessuali, e che lei avrebbe subito solo per “non svegliare il figlio”. Nella richiesta di archiviazione si include anche il reato di sottrazione dei minori di cui l’uomo avrebbe accusato la donna, che si sarebbe allontanata dal tetto coniugale con i figli, per accettare la protezione di un centro antiviolenza.

Violenza sessuale, la nota della Procura

La serietà di certe affermazioni, che risultano estremamente forti e gravi in un momento in cui dovrebbe essere assodato che anche all’interno di un matrimonio o altro generico rapporto di coppia possa esserci violenza sessuale, ha portato la Procura di Benevento a doversi esporre.

In una nota la Procura specifica infatti che il documento della Pm è “all’esame dell’ufficio”, e che detto ufficio “è assolutamente estraneo alla prassi e agli orientamenti di tutto l’ufficio ogni e qualsiasi sottovalutazione del seppur minimo approccio costrittivo nei rapporti interpersonali tra uomo e donna e in generale in quelli che involgano la liberta in generale e quella sessuale in particolare”. 

“Da noi nessuna sottovalutazione del seppur minimo approccio costrittivo nei rapporti interpersonali tra uomo e donna”, si legge ancora nella nota -riportata da Il Corriere della Sera– che specifica quanto la Procura lavori seriamente sul tema della violenza di genere.

Stupro, il legale della donna si oppone all’archiviazione

Al di là del fatto che i fatti in generale e lo stupro nello specifico siano, in corso d’indagine, confermati o meno, l’approccio e le argomentazioni della Pm sono stati ritenuti da molti decisamente errati, gravi ed inopportuni. L’avvocato della donna, Michele Sarno, ha presentato opposizione all’archiviazione e la Procura si trova ora a prendere una decisione: archiviare con le stesse argomentazioni della Pm, archiviare con altre argomentazioni o accogliere l’opposizione.

Il caso ha comunque sollevato un enorme problema: il fatto che su un documento ufficiale si ritenga accettabile che un uomo costringa una donna ad un rapporto sessuale solo perché è sua partner è di enorme gravità e mostra come si debbano fare ancora enormi passi avanti non solo nella lotta alla violenza, ma anche alla cultura dello stupro che ha sfaccettature insidiose ed è ancora estremamente radicata nella società.

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