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Il caffè sospeso da Napoli al mondo: il gesto di solidarietà, la sua storia e le molte forme assunte

La tradizione del caffè sospeso ha ormai varcato i nostri confini, diventando internazionale. Nato a Napoli e cresciuto all’estero, il famoso rituale è come un patrimonio mondiale.
Il caffè sospeso da Napoli al mondo: il gesto di solidarietà, la sua storia e le molte forme assunte

La pratica del caffè sospeso affonda le radici nella città di Napoli, ma non ha tardato a diffondersi all’estero, venendo anche citata dal New York Times. Cambiano i nomi ma non la sostanza, e così la tradizione partenopea ha conquistato tutti. Belgio, Francia, Grecia, Bulgaria, raggiungendo anche l’Argentina e il Canada. Un gesto solidale che è caduto in disuso là dove è nato, anche se negli ultimi anni sta di nuovo emergendo.

Caffè sospeso: la storia alla base del noto gesto di solidarietà

Si entra in un bar, si beve un caffè ma se ne pagano due. Se dopo entra un cliente e chiede un caffè sospeso, ne avrà uno senza pagare.

Questa pratica ha affascinato tutto il mondo, ma come è nata? Due storie si contendono le origini. La prima, riportata da Wired, sostiene durante la Seconda Guerra Mondiale, anni in cui la miseria dilagava e i più benestanti lasciavano un caffè a chi non poteva permetterselo. La seconda, raccontata dallo scrittore Riccardo Pazzaglia, afferma che quando si andava in compagnia al bar, prima di pagare si faceva molta confusione sul conto, finendo per pagare di più. Non si chiedeva il resto e si lasciava il caffè ad un altro cliente.

Il rituale ha preso piede in tutta Italia e poi all’estero, con qualche rivisitazione.

Patria delle patatine fritte, il Belgio non rinuncia ai suoi punti di forza, e così il “cafè suspendu”, come lo chiamano loro, non è per il solo caffè. Patatine fritte, zuppa, pane. Chi vuole può pagare anche un pasto caldo e lasciarlo ai più poveri.

Bar, ristoranti e anche panetterie. In Bulgaria il caffè sospeso è molto popolare ed è accompagnato dal pane sospeso, messo da parte dai panettieri in attesa di essere distribuito a chi non può pagarlo.

Anche in Irlanda l’iniziativa ha avuto successo. Nel Paese dell’Irish coffee è un gesto di altruismo molto apprezzato, anche perché molti irlandesi preferirebbero comprare da mangiare o da bere, invece che dare soldi che potrebbero venir spesi per l’alcol.

  

Oltreoceano l’usanza la si trova da nord a sud. In Canada la proposta del caffè sospeso è giunta ai colossi del caffè come Starbucks e Second Cup, mentre in Argentina il “café pendiente” viene sostenuto da dei volontari che si recano dai più bisognosi consegnando delle liste che aderiscono al rituale.                

Il caffè sospeso tra iniziative e nuove formule

Chi ha avuto un ruolo fondamentale nel diffondere la tradizione del caffé sospeso è Luciano De Crescenzo.

Lo scrittore napoletano pubblicò un libro dal titolo Il caffè sospeso. Saggezza quotidiana in piccoli sorsi, una raccolta di articoli e aneddoti sull’argomento. In Italia e nel mondo, però, con il tempo sono nate nuove formule e nuovi “prodotti sospesi”. Patatine fritte sospese in Belgio. Empanada sospese in Argentina. I tipici fagottini di pasta affiancano il classico caffè espresso.     

Pensando ai simboli di Napoli, la pizza viene subito in mente, e proprio la pizza entra nella lista dei prodotti sospesi, a cui si aggiunge la colazione sospesa. Gli alimenti non sono gli unici però.

Le varie proposte riguardano infatti il libro sospeso e il giocattolo sospeso.

Il successo della tradizione partenopea è indiscussa, tanto da vantare ormai la Giornata del Caffè Sospeso, introdotta il 10 dicembre 2011 dalla Rete del Caffè Sospeso, una onlus attiva in progetti solidali.

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