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Elezioni Quirinale, cambiano le regole: massimo 200 parlamentari in aula, ipotesi “voto a domicilio”

La conferenza dei capigruppo avrebbe varato nuove regole per l'elezione del Presidente della Repubblica: dalla capienza in Aula ai positivi Covid, le novità
Elezioni Quirinale, cambiano le regole: massimo 200 parlamentari in aula, ipotesi "voto a domicilio"

A pochi giorni dall’inizio delle votazioni per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio avrebbe raggiunto un primo accordo su alcune nuove regole. Si tratta di accorgimenti di natura tecnica concernenti proprio l’atto pratico della votazione che porterà al successore al Quirinale di Sergio Mattarella, pensate per garantire la sicurezza sanitaria dell’intero processo.

Quirinale, 200 parlamentari in aula: la nuova regola per l’elezione del Presidente

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio riunitasi oggi pomeriggio si sarebbe accordata per alcuni paletti che vadano incontro alla necessità di riunire i parlamentari (deputati e senatori) e i delegati regionali chiamati a eleggere il nuovo Presidente della Repubblica in tutta sicurezza.

Preoccupa infatti la pandemia da Covid-19, tanto che secondo quanto riporta Adnkronos la prima misura in atto è una capienza massima di presenti in Aula. Sarebbe stato deciso di consentire l’accesso a massimo 200 parlamentari alla volta. Saranno i vari gruppi, in proporzione alla consistenza, a decidere chi potrà stare in Aula. Altri 106 votanti tra parlamentari e delegati regionali potranno inoltre accedere alle tribune, senza contingentamento in questo caso.

Saltano anche gli iconici catafalchi adibiti al voto: viene riferito che per far fronte alle nuove norme anti-Covid verrebbero invece predisposte delle cabine arieggiate senza tendine che garantiscano non solo la segretezza del voto ma anche il rispetto delle misure di sicurezza sanitarie.

Gruppi divisi sul voto a domicilio per votanti positivi al Covid

Una misura su tutte avrebbe spaccato la conferenza dei capigruppo: Adnkronos riferisce infatti che è stata molto contestata la richiesta di Forza Italia di inviare funzionari delle prefetture per permettere a parlamentari e delegati positivi al Covid-19 di partecipare tramite “voto a domicilio” all’elezione del Presidente della Repubblica.

Contrari i capigruppo di Pd e Italia Viva, si attende di capire se verrà trovato un accordo (la Lega propone di far votare al mattino i positivi) o se verranno “tagliati fuori” dalla decisione.

Non ci sono dubbi però che per accedere all’Aula verrà richiesto il Green Pass base: bisognerà quindi essere vaccinati, guariti dal Covid-19 o presentarsi con un tampone negativo antigenico di terza generazione effettuato la mattina stessa della votazione.

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