Sostenibilità

Stop alla plastica monouso in tutta Italia: quali prodotti non si potranno vendere per tutelare l’ambiente

Duro colpo per la plastica monouso, vietata dal 14 gennaio per tutelare l'ambiente e ridurre l'impatto inquinante. Ecco cosa non si potrà più acquistare e quali sono le alternative.
Stop alla plastica monouso in tutta Italia: quali prodotti non si potranno vendere per tutelare l'ambiente

Da venerdì 14 gennaio in Italia sarà vietata la plastica monouso. Si tratta di un importante passo in direzione della tutela dell’ambiente e, in particolare, dei nostri mari. Ecco cosa cambierà a partire da domani e quali sono le alternative “green” alla plastica monouso che entreranno a far parte della nostra quotidianità.

Stop a plastica monouso: cosa non si potrà più vendere e perché

Stop a oggetti composti da plastica monouso, non biodegradabili né compostabili. Domani, venerdì 14 gennaio, è il giorno in cui sarà attivato il Decreto Legislativo 196/2021 che recepirà la direttiva europea sulla Single Use Plastic, appunto la plastica monouso.

Sarà quindi vietata la vendita di prodotti oxo-degradabili, cioè composti da materie plastiche i cui additivi si ossidano e portano la plastica a sbriciolarsi in microframmenti altamente inquinanti. Tra i prodotti che non saranno più in vendita figurano:

  • Stoviglie monouso (piatti, bicchieri, posate, ma anche cannucce e agitatori per bevande);
  • Alcune tipologie di contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso, compresi i relativi tappi e coperchi;
  • Cotton fioc e borse di plastica;
  • Palloncini e relative aste di sostegno;
  • Contenitori di fast food o ristoranti per il cibo d’asporto;
  • Attrezzi da pesca contenenti plastica, i cui ami, fili e altri componenti possono essere dispersi nelle acque a danno della fauna ittica.

Quali materiali sostituiranno la plastica monouso e le sanzioni previste per i trasgressori

Il divieto di vendita non si tradurrà nell’immediata scomparsa di questi prodotti dagli scaffali. Sia i rivenditori sia i produttori potranno infatti continuare a vendere le proprie scorte, fino a esaurirle. Dopodiché, in vendita si potranno invece trovare prodotti in plastica 100% biodegradabile, oppure composti da materia prima rinnovabile in percentuale uguale o superiore al 40%, oltre alle numerose alternative green.

Tale percentuale sarà incrementata al 60% a partire dal 1° gennaio 2024. I trasgressori potranno incorrere in una multa compresa tra 2.500€ e 25.000€. La sanzione potrà raggiungere i 50.000€ nel caso in cui l’immissione di prodotti di plastica monouso sul mercato abbia un valore superiore al 10% del fatturato dell’azienda. Sono invece previste agevolazioni per le aziende che impiegheranno oggetti riutilizzabili, compostabili o biodegradabili, con un credito d’imposta nel limite massimo complessivo di 3.000.000€ ogni anno, a partire dal 2022 fino al 2024.

Quanta plastica si produce in Europa e quali sono gli obiettivi per il futuro

Ogni anno in Europa si producono 58.000.000 tonnellate di plastica, il 40% delle quali è destinato agli imballaggi, il 22% a beni di consumo e articoli casalinghi, il 20% al settore dell’edilizia e costruzioni, il 9% ad automobili e autocarri, il 6% ad apparecchiature elettriche o elettroniche e il 3% all’agricoltura. Di questa enorme produzione, appena il 30% dei rifiuti plastici entra nel processo di riciclo. Ciò che resta fuori dal processo si accumula in natura e negli oceani, spezzettandosi in minuscoli frammenti che vengono ingeriti da altri organismi ed entrano quindi nella catena alimentare.

L’obiettivo è produrre risultati concreti nella lotta all’inquinamento da plastica entro il 2026.

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