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Mieloma Multiplo, arriva l’Isatuximab, il farmaco che può cambiare la vita dei pazienti

Il mieloma multiplo è una malattia spesso refrattaria alle cure e molto tendente a sviluppare recidive: una nuova terapia potrebbe migliorare la condizione dei pazienti
Mieloma Multiplo, arriva l'Isatuximab, il farmaco che può cambiare la vita dei pazienti

Il mieloma multiplo, uno dei tumori di tipo ematologico più difficili da debellare sul lungo periodo, ma da qualche mese a questa parte è stata messa a punto una terapia che potrebbe cambiare le carte in tavola per i pazienti che, sottoposti ad altri terapie, hanno visto la malattia progredire. La malattia è stata spesso nominata in quest’ultimo periodo perché si tratta della malattia di cui aveva sofferto il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, morto lo scorso 11 gennaio.

La novità è arrivata ed è stata annunciata nel corso dell’evento “L’arcipelago del mieloma multiplo. Tra ricerca e nuovi orizzonti di cura nell’oncoematologia” dello scorso ottobre.

 

Mieloma multiplo, l’Isatuximab usato con altri due farmaci

Il nuovo farmaco per la cura del mieloma multiplo è l’ISATUXIMAB, una terapia che viene somministrata per via endovenosa e che è un anticorpo monoclonale. In quanto tale va a legarsi al reattore CD38, una proteina che si trova sulle cellule del mieloma. Il farmaco non viene somministrato da solo, ma in combinazione con desametasone e pomalidomide. La terapia può essere proposta solo a pazienti adulti e solo nel caso in cui abbiano già provato due trattamenti ed abbaino comunque visto una progressione della malattia nel corso dell’ultima cura effettuata.

Isatuximab si è infatti rivelato particolarmente efficace nei casi di recidive o di malattia refrattaria, ovvero poco permeabile ai farmaci.

La vera rivoluzione starebbe proprio in questa terapia a 3, che sostituirebbe la terapia pom-dex (ovvero con Pomalidomide e Desametasone).

Mieloma multiplo, i risultati della fase 3 sono positivi

Lo scorso dicembre uno studio di fase 3 condotto dal German-Speaking Myeloma Multicenter Group ha mostrato che dopo la terapia di induzione e prima del trapianto si è registrato un tasso di negatività della malattia minima residua.

Ci sono stati migliori risultati per i pazienti e si ha avuto una diminuzione della recidiva.

Lo scorso mese Aurelio Giglio, consigliere AIL, aveva detto, come riporta Osservatorio Malattie Rare: “È di fondamentale importanza che i pazienti con MM abbiano accesso ai migliori trattamenti disponibili secondo un percorso di cura e protocolli basati su solide evidenze cliniche che possano assicurare il più lungo periodo di sopravvivenza possibile e una qualità di vita dignitosa”.

A rendere le ricerche spesso difficoltose per il mieloma multiplo è la natura stessa della malattia: “Nonostante i tanto attesi progressi questa malattia ha un forte impatto su una popolazione spesso anziana e che presenta quindi altre morbilità.

AIL è da sempre al fianco dei clinici e dei ricercatori per garantire le migliori cure e sostenere gli investimenti in ricerca, e accanto ai pazienti e ai loro familiari per amplificare la loro voce di fronte alle istituzioni e agli altri stakeholder ed offrire servizi di assistenza logistica, psicologica e domiciliare, senza mai dimenticare che il paziente è prima di tutto una persona”.

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