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Alvise Rigo vittima di bullismo da piccolo: l’ex concorrente di Ballando con le stelle ne parla a Verissimo

A Verissimo Alvise Rigo ha ricordato il periodo buio della scuola, segnato dagli atti di bullismo subiti dai compagni. Grazie allo sport, come rivela a Silvia Toffanin, ha saputo rinascere e fortificarsi.
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Alvise Rigo, protagonista dell’edizione di Ballando con le stelle appena conclusasi, è ospite di Verissimo per raccontare la storia della sua vita a 360°. Una vita fatta di grandi successi e soddisfazioni ma anche di note negative, come il periodo buio vissuto ai tempi della scuola quando è stato vittima di bullismo. Grazie allo sport ha saputo rinascere e fortificarsi: “Fuori potevo reagire alla vita in maniera diversa“.

Alvise Rigo e il bullismo: il racconto del rugbista a Verissimo

Reduce dall’esperienza a Ballando con le stelle, Alvise Rigo si racconta oggi pomeriggio nel salotto di Silvia Toffanin.

E, proprio nel corso di questa esperienza, ha raccontato a tutti la sua storia di uomo oltre che di affermato rugbista. Oltre ai successi professionali, lo sportivo ha dovuto fare i conti da piccolo con la piaga del bullismo di cui è stato spesso vittima a scuola. Ne aveva parlato a Ballando con le stelle e ne parla anche oggi pomeriggio a Verissimo.

L’ospite di Silvia Toffanin rivive quel difficile periodo: “Vivendo di novità ed esperienze, ho sempre cercato di uscire da diverse situazioni, anche dal bullismo, che crea distacco e distanza tra le persone. Quando ti ci chiudi, non riesci più ad affrontare le tue esperienze.

Nel mio caso ho vissuto di sport, a scuola hai sempre un piccolo problema con qualcuno che diventa poi un grande problema per te stesso. Ed è successo anche a me“.

Alvise Rigo aiutato dallo sport: “Ne ho fatto quasi una motivazione

Alvise Rigo rivela di essere stato bullizzato soprattutto per la sua costituzione fisica, essendo molto magro e alto e per questo schernito dai compagni di classe: “Nasce da un percorso fisico: nasci piccolino e poi pian piano ti sviluppi.

Ma non è quella la risposta che ho voluto dare a me stesso in primis“.

Grazie allo sport ha saputo reagire e fortificarsi a livello fisico e psicologico: “Non sono diventato un rugbista grande e grosso per poi vendicarmi o crearmi uno scudo.

Ma ne ho fatto quasi una motivazione, quindi quello poteva essere il motivo principale. Venivo preso di mezzo o lasciato da parte, perché ero il piccolino della classe. Oltre ai tempi che correvano, senza social, era un bullismo che finiva nel momento in cui nasceva a scuola o in campo. Fuori potevi reagire alla vita in maniera diversa, ed è quello che è successo“.

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