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Silvio Berlusconi, le prime parole dopo la rinuncia al Quirinale: “L’Italia ha bisogno di unità”

Silvio Berlusconi ha diffuso una nota ufficiale in cui ha spiegato che, pur avendo i voti sufficienti, alcuni motivi lo hanno portato a optare per la rinuncia al Quirinale.
Silvio Berlusconi, le prime parole dopo la rinuncia al Quirinale: “L'Italia ha bisogno di unità"

Subito dopo della notizia della rinuncia al Quirinale da parte di Silvio Berlusconi, arriva una spiegazione più esaustiva di cosa avrebbe portato l’ex Cavaliere a sciogliere la riserva decidendo di fare un passo indietro. Le sue parole sono state affidate ad una nota ufficiale.

Silvio Berlusconi e la rinuncia: aveva i numeri

Silvio Berlusconi aveva i voti ma non ha voluto costringere il paese ad una spaccatura insanabile. Questo sarebbe stato il motivo della rinuncia al quirinale, spiegato e sviluppato in una nota diffusa anche attraverso i suoi canali social e che comincia con espressioni di gratitudine: “Sono davvero grato, dal profondo del cuore, alle molte migliaia di italiane e italiani che, in questi giorni, mi hanno manifestato affetto, sostegno e incoraggiamento da quando il mio nome è stato indicato per la Presidenza della Repubblica.

Sono grato in particolare alle forze politiche del centro-destra che hanno voluto formulare la mia candidatura, ai tanti parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno espresso il loro appoggio e il loro consenso, agli importanti esponenti politici stranieri, in particolare ai vertici del Partito Popolare Europeo, che si sono pronunciati a favore di questa proposta”.

 

Dopodiché Silvio Berlusconi ha ritenuto importante chiarire che, “se avesse voluto, avrebbe potuto”, come si suol dire: “Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra, ho verificato l’esistenza di numeri sufficienti per l’elezione. È un’indicazione che mi ha onorato e commosso: la Presidenza della Repubblica è la più Alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l’Unità della Nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent’anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze”.

Berlusconi e l’unità Nazionale: “L’Italia ha bisogno di unità”

Infine sono arrivate le parole che spiegano come mai, davanti a un tale successo di tipo numerico, Silvio Berlusconi abbia comunque deciso di fare un passo indietro e di come ciò sia assolutamente scollegato ad un tornaconto di tipo personale: “L’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi (…) Per queste ragioni sono stato il primo a volere un governo di Unità Nazionale che raccogliesse le migliori energie del Paese, e che – con il concorso costruttivo anche dell’opposizione – è servito ad avviare un percorso virtuoso che oggi più che mai, alla luce della situazione sanitaria ed economica, deve andare avanti”.

Silvio Berlusconi e il Quirinale: la scelta del candidato

Lungi dal volersi ufficialmente definire fuori dai meccanismi decisionali, Silvio Berlusconi ha fatto presente che il suo ruolo nel contesto della corsa al Quirinale è tutt’altro che concluso: “Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare Europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi.

Da oggi lavoreremo quindi con i leader del centro-destra – che rappresenta la maggioranza nel Paese ed a cui spetta l’onere della proposta – per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento”.

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