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Chi sono i franchi tiratori e perché rappresentano un problema: l’origine della terminologia

Con l'avvicinarsi delle elezioni per il Presidente della Repubblica si torna a parlare di "franchi tiratori". Chi sono le persone indicate con questo termine e perché si chiamano così.
Chi sono i franchi tiratori e perché rappresentano un problema: l'origine della terminologia

Si avvicina la data in cui il Parlamento sarà chiamato a votare il prossimo Presidente della Repubblica, dopo il termine del mandato dell’attuale Presidente Sergio Mattarella. Anche in questa occasione sembra esserci molta incertezza sulla presenza e sull’eventuale ruolo dei cosiddetti “franchi tiratori”. Ma cosa significa questo termine e perché è entrato nel linguaggio comune?

Franchi tiratori, chi sono e perché potrebbero influire nell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica

Il termine “franco tiratore” fa parte del linguaggio politico e giornalistico fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso.

È utilizzato in occasioni particolari, come per esempio votazioni di importante rilevanza politica. I franchi tiratori potrebbero costituire un’incognita anche in occasione della prossima votazione, quella del Presidente della Repubblica, attesa tra pochissimi giorni. Con questo termine sono indicati quei parlamentari che, approfittando delle votazioni a scrutinio segreto, scelgono di votare diversamente rispetto a quanto indicato dai partiti o dalle coalizioni di appartenenza. La presenza dei franchi tiratori può costituire un problema all’interno del Governo quando il loro numero è tale da rappresentare una minaccia alla solidità della maggioranza.

Un esempio piuttosto eclatante si è verificato nel 2013 e ha colpito Romano Prodi, candidato per diventare Presidente della Repubblica e dunque in una situazione simile a quella attuale. La sua corsa al Quirinale è stata infatti fermata da oltre 100 franchi tiratori all’interno del suo stesso partito, il PD.

L’origine del termine “franco tiratore”, il cecchino che agisce nell’ombra

In realtà, questo termine affonda le sue radici nell’ambito militare e, in particolare, appartiene al periodo di fine 1800.

I “franc tireurs” erano i combattenti della guerra franco-prussiana, secondo l’enciclopedia Treccani, e sono stati indicati con questa terminologia nei giornali francesi nel 1870.

Tale espressione è stata di nuovo utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale per indicare i cecchini, cioè quei tiratori incaricati di colpire con precisione e imprevedibilità gli obiettivi nemici, agendo da postazioni nascoste. Analogamente, un “franco tiratore” in Parlamento è in grado di colpire in modo imprevedibile, coperto dalla segretezza dello scrutinio, arrecando numerosi problemi all’interno degli equilibri politici.

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