Sostenibilità

Emissioni di metano e anidride carbonica alle stelle: l’allarme sui cambiamenti climatici per i gas serra

La situazione sul cambiamento climatico è sempre più allarmante. La comunità del Copernicus Climate Change Service ha raccolto dati allarmanti sulle quantità di gas serra rilasciati nell'ultimo anno con conseguenze irrecuperabili per la salute del nostro pianeta.
Emissioni di metano e anidride carbonica alle stelle: l'allarme sui cambiamenti climatici per i gas serra

Le concentrazioni dei gas serra sono in aumento nell’atmosfera e a pagarne e, per l’ennesima volta, il nostro pianeta. Il Copernicus Climate Change Service ha esposto i dati sui cambiamenti climatici dell’anno 2021 e i risultati sono tutt’altro che rasserenanti. Metano e anidride carbonica sono i due principali gas serra responsabili dell’aumento medio annuale delle temperature. Le emissioni di carbonio sono incrementate vertiginosamente negli ultimi anni, ma trovare il principale “colpevole”, secondo gli esperti, è molto difficile.

Aumento delle emissioni di metano e anidride carbonica: l’allarme di CS3

Lo scorso 10 gennaio 2022 il Copernicus Climate Change Service (CS3) ha esposto gli ultimi dati sui cambiamenti climatici dell’anno 2021.

Dai risultati dell’indagine emerge che gli anni dal 2014 al 2021 sono stati i 7 anni più caldi mai registrati, piazzando il 2021 al quinto posto per via dei picchi di caldo estremi che hanno soffocato parte dell’Europa e il nord America nei mesi di luglio e agosto. Ma a cosa è dovuto questo allarmante sbalzo di clima? Il CS3 con il supporto del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) ha dato alcune risposte: le crescenti emissioni di metano (CH4) e anidride carbonica (CO2) sono i principali responsabili del cambiamento climatico.

Metano e anidride carbonica, concentrazione alle stelle nel 2021

Negli ultimi anni si è verificato un preoccupante incremento nei livelli globali di emissioni di metano e anidride carbonica, evidenzia lo studio. I due potenti gas serra sono le principali cause dell’aumento della temperatura globale. Soprattutto il metano, ritenuto generalmente la scelta più green come carburante per le auto rispetto alla benzina e al diesel, in realtà è tutt’altro che ecologico. Secondo i dati dell’Unep, il CH4 ha un impatto sul clima 20-30% superiore all’anidride carbonica, risultando il gas potenzialmente più nocivo per il nostro pianeta. Nell’ultimo decennio le concentrazioni di metano nell’atmosfera sono aumentate di 7,87 ppb ogni anno, raggiungendo una media annuale di 1876 ppb, ovvero parti per miliardo. Anche le emissioni di CO2 sono aumentate vertiginosamente, aggiudicandosi nel 2021 il record globale annuale di media con approssimativamente 413,3 ppm. Solo nel mese di aprile 2021, il picchio di concentrazioni del gas serra raggiunse i 416,1 ppm (parti per miliardo).

Le diverse cause dietro alle emissioni dei potenti gas serra

I dati elaborati dalle comunità scientifiche non fanno che confermare un quadro sulla salute del nostro pianeta piuttosto allarmante. Rintracciare la causa principale dietro l’incremento delle emissioni di gas serra è complicato e bisogna tener in conto sia delle fonti antropiche sia delle fonti naturali. I giacimenti petroliferi, la produzione di gas naturali, l’allevamento e l’agricoltura fanno parte di quella fetta di attività umane che produce enormi quantità di metano. Ma allo stesso tempo ci sono anche delle condizioni naturali che pesano sull’andamento climatico del nostro pianeta, come le paludi e le zone umide, anche se in parte influenzate dal comportamento dell’uomo, su questo non c’è dubbio.

La soluzione? Gli esperti: “Necessità di cambiare le nostre abitudini”

Il primo passo da compiere è sicuramente diminuire le emissioni di carbonio, stravolgendo le nostre abitudini per adattarci ad un’approccio più sostenibile. Il caldo eccessivo in Canada e America nord-occidentale dell’estate scorsa, le forti piogge che hanno esasperato il nord Europa, i picchi di temperature in Spagna, Grecia e Italia (dove proprio in Sicilia hanno registrato la massimale con 48,8°C) sono l’ennesimo urlo di aiuto del nostro pianeta. I dati raccolti fino ad ora sono indispensabili per elaborare politiche di mitigazione climatica efficaci. Ne ha parlato a proposito Carlo Buontempo, Direttore del Servizio Cambiamenti Climatici di Copernicus, nel report divulgato: Il 2021 era ancora un altro anno di temperature estreme […] Gli ultimi sette anni sono stati i sette più caldi mai registrati – e aggiunge – Questi eventi sono un duro promemoria della necessità di cambiare le nostre abitudini, compiere passi decisi ed efficaci verso una società sostenibile e lavorare per ridurre le emissioni nette di carbonio”.

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