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Massimo Ranieri a Domenica In parla del brano portato a Sanremo 2022: “Una canzone così lacerante”

Massimo Ranieri commenta a Domenica In l'esperienza a Sanremo 2022 e l'importanza del brano portato in gara. Un brano che parla anche di uno spaccato della sua vita.
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Reduce dall’esperienza al Festival di Sanremo 2022 con Lettera di là dal mare, Massimo Ranieri è oggi ospite dell’amica Mara Venier a Domenica In. Il cantante ripercorre le emozioni della kermesse e parla del brano portato in gara, che racconta di una lunga e difficoltosa traversata in mare in cerca di speranza. E, parlandone, ricorda il suo primo viaggio verso l’America all’età di 13 anni.

Massimo Ranieri e i ricordi nel brano di Sanremo: “Il mio primo viaggio in America

A Domenica In il primo ospite di puntata è Massimo Ranieri, classificatori in ottava posizione al Festival di Sanremo 2022. Il cantante ha presentato quest’anno un brano potente, lacerante, che tratta uno dei più grandi drammi della nostra epoca e non solo: quello dei migranti.

Lettera di là dal mare parla di una lunga e difficile traversata in mare in cerca della terra ferma, luogo di speranza e fortuna per un futuro migliore.

Quante volte non c’erano canzoni che mi convincevano. Quest’anno è stato un cazzotto allo stomaco. La stessa emozione di Perdere l’amore” confessa l’artista alla conduttrice. E a seguire rivela come, nel testo e nel significato del brano, abbia ritrovato un frammento della sua vita: “È una canzone che il pubblico italiano, di Sanremo, deve ascoltare.

Una canzone così potente, così lacerante per un dramma grosso che è ancora attuale. E mi ha ricordato il mio primo viaggio in America a 13 anni, non sapevo nuotare. Ho attraversato questo oceano per 4/5 giorni che sono stati devastanti, vomitavo dalla mattina alla sera. Quella nave sembrava una barchetta a remi, andava su e giù“.

Massimo Ranieri e Sanremo 2022: il confronto con i giovani artisti

Massimo Ranieri a seguire commenta la sua partecipazione a Sanremo 2022 e le sensazioni che gli ha lasciato.

A cominciare dal confronto con artisti più giovani: “Mi vedevano come un fratello maggiore, in cerca di consigli.

Ero preoccupato perché dicevo: ‘Vado ad affrontare i giovani’. Invece mi guardavano con questo occhio affettivo, di ammirazione“.

E, a distanza di due settimane dal termine della kermesse, si sbilancia parlando dei concorrenti che più gli hanno fatto una buona impressione: “Giusy Ferreri è la mia figlioletta, Michele Bravi mi è piaciuto, e mi sono piaciuti sia Mahmood sia Blanco. Due voci così diverse ma così affiatate che è un piacere ascoltarle“.

 

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