Economia

Legge di Bilancio 2022: cosa cambia per i lavoratori con la revisione dell’Irpef e l’introduzione dell’assegno unico

Da marzo 2022 ci saranno novità per le buste paga di 22.4 milioni di lavoratori. A cambiare la situazione è la nuova Legge di Bilancio, con la riforma IRPEF e l'assegno unico.
Legge di Bilancio 2022: cosa cambia per i lavoratori con la revisione dell'Irpef e l'introduzione dell'assegno unico

Da marzo 2022 ci saranno novità per 22,4 milioni di lavoratori: incrementi netti e cambiamenti sulle buste paga con la nuova Legge di Bilancio 2022. Il testo della manovra presenta importanti cambiamenti come la revisione dell’Irpef. Importante notizia anche per tutti i lavoratori con figli a carico con l’arrivo dell’assegno unico familiare: l’ Agenzia delle Entrate ha dato tempo fino ad aprile per far sì che le aziende si adeguino alle nuove riforme e modifichino gli stipendi, con un conguaglio per i primi tre mesi.

Legge di Bilancio 2022: le novità per i lavoratori

La legge di Bilancio 2022 introduce delle importanti novità per 22,4 milioni di lavoratori:

  • Revisione dell’Irpef, con le aliquote che da cinque diventano quattro;
  • Un taglio dello 0,8% delle ritenute previdenziali (valida solo per il 2022);
  • Eliminato il bonus Irpef di 100 euro, per un parte dei lavoratori dipendenti;
  • Modifica del calcolo delle detrazioni per i lavoratori dipendenti.

Coloro che beneficeranno di questa manovra saranno i lavoratori pubblici e privati, a patto che non abbiano una retribuzione annuale pari a 35mila euro, l’equivalente di 2.692 euro mensili per 13 mesi. Per quanto riguarda il bonus di 100 euro, che sarebbe l’ex bonus Renzi, non sarà per tutti i dipendenti ma sarà riconosciuto a determinati lavoratori.

Riforma Irpef, cosa cambia per i lavoratori

A destare attenzione dei lavoratori è la nuova riforma IRPEF che prevede due importanti novità per l’imposta sul reddito. La prima è il taglio del numero di aliquote da 5 a 4, ad essere cancellata è stata l’aliquota del 41%. La seconda novità è la riduzione di alcuni punti percentuali per gli scaglioni di reddito centrali. In particolare per i redditi da 15mila a 28mila euro l’aliquota passa dal 27% al 25%; mentre per i redditi fino a 50mila euro l’aliquota del 38% diminuisce al 35%.

Per chi ha un reddito superiore ai 50mila euro ci sarà un’unica aliquota al 43%.

Assegno unico per figli

Un’unteriore novità per tutti i lavoratori con figli a carico sarà l’introduzione dell’assegno unico, in sostituzione alle detrazioni per figli come il bonus bebè o gli assegni al nucleo familiare. Questo tipo di sostegno previsto per i genitori, può essere richiesto per chi ha figli, la cui età sia inferiore ai 21 anni. Attenzione perché per poter vedere l’assegno unico in busta paga, bisogna inoltrare la richiesta all’Inps entro il 28 febbraio. In determina situazione, come spiegato da Il Sole 24 Ore, potrebbere restera alcune detrazione, per esempio per chi lavora nel settore metalmeccanico e ha due figli a carico, di cui uno con un’età superiore ai 21 anni (quindi escluso dall’assegno).

Potrebbe interessarti