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Ius Scholae, nuova proposta di legge: cittadinanza italiana ai minori stranieri dopo 5 anni di scuola

Ius Scholae è la nuova proposta di legge che attribuisce la cittadinanza italiana ai minori stranieri che hanno conseguito almeno un ciclo scolastico di 5 anni in Italia
Ius Scholae, nuova proposta di legge: cittadinanza italiana ai minori stranieri dopo 5 anni di scuola

Il deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia ha proposto una nuova modalità di ottenimento “celere” della cittadinanza italiana in Commissione Affari Costituzionali alla Camera: la proposta Ius Scholae lega la cittadinanza italiana di un minore straniero all’istruzione ricevuta. Lo Ius Scholae permetterebbe ai minori stranieri di ottenere la cittadinanza italiana dopo il compimento dei 12 anni e il completamento del ciclo scolastico di 5 anni. 

Che cos’è Ius Scholae e perché dovrebbe essere approvata?

Ius Scholae, anche chiamata Ius Culturae, è una nuova proposta di leggere presentata alla Camera dall’on.

Brescia.

Nello specifico questa proposta prevede, come da testo unificato: “il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del 12esimo anno di età, che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia e che abbia frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici o percorsi di istruzione e formazione professionale acquista la cittadinanza italiana”.

Ha dunque l’ obiettivo di dare la cittadinanza italiana ai minori stranieri che abbiano completato un ciclo di studi di 5 anni, requisito praticamente in possesso di tutti quei bambini e ragazzi che invece fino ad adesso potrebbero richiedere la cittadinanza solo dopo il compimento del 18esimo anno di età.

L’approvazione di questa proposta sarebbe un enorme passo in avanti dopo i vari tentativi, tutti respinti, di attribuire loro la cittadinanza italiana per Ius Soli, cioè per il solo fatto di essere nati da noi.

Come si diventa cittadini italiani oggi?

A poter vantare la cittadinanza italiana sono gli individui a cui fa riferimento la legge 91 del 1992 che si basa principalmente sullo Ius Sanguinis, cioè attribuisce la cittadinanza italiana a un bambino solo se uno dei due genitori è italiano.

Se i genitori sono stranieri, il bambino la ottiene solo al compimento del 18esimo anno di età e solo se ha vissuto fino a quel momento ininterrottamente in Italia.

Si può diventare italiani anche per Iure Matrimonii, cioè sposando un cittadino italiano , dopo due anni di residenza legale in Italia o dopo 3 anni di matrimonio -se residenti all’estero.

La si può anche ottenere infine con la Residenza Continua: dopo dieci anni di residenza in Italia può essere richiesto lo status civitatis qualora uno straniero dimostri di avere redditi sufficienti al sostentamento, di non avere condanne penali e in assenza di impedimenti per la sicurezza della Repubblica.

La legge in discussione al Senato nel 2017 introduce due proposte. La prima è quella dello Ius Soli temperato: un figlio di stranieri può ottenere il diritto alla cittadinanza se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia con diritto di soggiorno illimitato o permesso di soggiorno dall’UE. La seconda è appunto quella di cui abbiamo parlato sopra, cioè Ius Scholae o Ius Culturae, che garantisce la cittadinanza italiana ai minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano superato almeno un ciclo scolastico.

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