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La Russia attacca Di Maio, botta e risposta a distanza sul gas: il ministro e Draghi oggi in Algeria

Botta e risposta a distanza tra il ministro Di Maio e la Russia in merito al pagamento in rubli del gas ritenuto un "ricatto" di Mosca. Intanto il premier e Di Maio volano in Algeria.
La Russia attacca Di Maio, botta e risposta a distanza sul gas: il ministro e Draghi oggi in Algeria

Nella giornata di oggi il premier Draghi insieme a Di Maio saranno in Algeria per prendere accordi sul gas per far fronte alla crisi energetica nata dopo le sanzioni alla Russia. Il ministro degli Esteri ha viaggiato molto nell’ultimo periodo per cercare di mettere una pezza e le ultime dichiarazioni in merito ai prossimi accordi hanno scatenato la reazione russa.

Di Maio: il viaggio in Algeria per il gas

Domani mattina sarò con il presidente Draghi in Algeria per firmare un accordo sul gas che ci permetterà di fronteggiare gli eventuali ricatti russi sul gas. Purtroppo siamo in ritardo come Paese, dovevamo diversificare molto prima ma abbiamo tanti partner e amici nel mondo“, ha spiegato ieri il ministro degli Esteri ai giornalisti presenti a Caserta.

Nell’ultimo mese e mezzo sono stato in Algeria, Qatar, Congo, Angola, Mozambico, Azerbijan: tutti questi Paesi si sono detti disponibili ad aumentare le forniture all’Italia” ha spiegato. Ovviamente la reazione di Mosca non si è fatta attendere.

Mosca risponde e attacca Di Maio

E in poco tempo è arrivata anche la replica a quei “ricatti russi” di cui aveva parlato il nostro ministro degli Esteri: “Di Maio ha fatto confusione, come sempre.

Non è la Russia che ricatta l’Unione europea con le forniture di gas, è l’Unione europea che ricatta la Russia con sanzioni e minacce di nuove restrizioni, rafforzando le forze armate dei suoi Paesi lungo il perimetro dei confini russi e fornendo armi di ogni tipo all’Ucraina“, ha scritto su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

A rispondere nuovamente, questa volta, si ha pensato il portavoce di Di Maio, Giuseppe Marici: “Il vero e unico ricatto è chiedere il pagamento in rubli di contratti di gas già in corso, e quella russa è chiaramente una richiesta inaccettabile.

L’Italia, per evitare di affrontare eventuali crisi derivanti da queste condizioni irricevibili, sta agendo per diversificare le fonti di approvvigionamento“.

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