Cronaca Nera

“Scrivete i nomi dei compagni che volete vedere morti”: sospesa maestra a Roma, abusi indicibili sugli alunni

A Roma una maestra, con vari precedenti di Tso, continuava ad insegnare e terrorizzare i suoi alunni con comportamenti violenti, atteggiamenti irrazionali e abusi.
"Scrivete i nomi dei compagni che volete vedere morti": sospesa maestra a Roma, abusi indicibili sugli alunni

Una maestra elementare di Roma è stata sospesa per via dei comportamenti estremamente preoccupanti, abusanti e violenti avuti nei confronti dei suoi alunni, la donna, che a quanto pare avrebbe problemi patologici a livello psicologico, ha continuato ad insegnare quasi indisturbata per due anni nell’istituto comprensivo Carlo Levi del quartiere Fidene prima che venissero presi dei provvedimenti: ora ad essere sotto accusa è la preside dell’istituto che, secondo i genitori, non avrebbe agito in maniera tutelante nei confronti degli alunni.

La donna, a quanto pare, aveva mostrato nel tempo evidenti segnali di squilibrio: era stata sottoposta a diversi Tso e si comportava in modo estremamente preoccupante davanti agli alunni senza mostrare alcuna percezione della gravità delle sue azioni. 

Simboli massonici sui quaderni: dopo l’esposto la maestra continuava ad insegnare

Ultimamente i comportamenti erano diventati gravissimi: faceva studiare l’inferno di Dante agli allievi costringendoli a scrivere nei gironi i nomi dei compagni di classe che volevano vedere morti, li costringeva a disegnare simboli massonici ed esoterici e aveva comportamenti verbalmente violenti.

Un bambino disabile un giorno era stato aggredito da lei, che aveva cominciato ad accusarlo di averla presa a calci tutta la notte.

Questo episodio aveva portato i genitori del bambino a sporgere denuncia: 60 famiglie, ormai stanche della situazione, hanno firmato un esposto che era stato presentato al Commissariato di Fidene Serpentara già nel 2020.

I genitori: “La preside non ci ha mai ascoltati”

Ciò che adesso vogliono capire i genitori è come, nonostante l’esposto del 2020, la maestra avesse continuato (seppur con diversi periodi di assenza) a insegnare, benché a settembre scorso il suo orario fosse stato ridotto al solo insegnamento dell’inglese, che avveniva nelle classi alle ultime ore della giornata.

I genitori, che avevano visto sui figli le conseguenze degli abusi (alcuni avevano sviluppato ansia e panico, altri avevano cominciato a fare la pipì a letto) avevano deciso di andare a prendere i figli a scuola in anticipo, per evitare il contatto con la maestra.

Non c’è mai stato purtroppo un dialogo soddisfacente con la preside d’istituto a quanto pare: il corriere ha riportato le parole di un genitore, Flavio Patrizi, che ha spiegato che “abbiamo avuto problemi anche con la maestra di italiano, ma la preside non ci ha mai ascoltati”.

La presidente del consiglio d’istituto, Tiziana Cagnazzo, ha raccontato a Il Messaggero che i genitori non intendono colpevolizzare la maestra, che evidentemente ha delle patologie già conclamate, ma a chi avrebbe dovuto tutelare gli studenti e non lo ha fatto: per questo ora si accerteranno le responsabilità di terzi in questa drammatica vicenda.

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