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Julian Assange è stato estradato: la sentenza della corte britannica autorizza il rimpatrio negli Stati Uniti

Julian Assange è stato estradato dal Regno Unito. La decisione è stata presa dalla Corte di Londra, non è ancora detta l'ultima parola. I legali dell'attivista posso ancora fare ricorso.
Julian Assange è stato estradato: la sentenza della corte britanni autorizza il rimpatrio negli Stati Uniti

Julian Assange, co-fondatore di WkiLeaks, è stato ufficialmente estradato dal Regno Unito. La decisione è stata presa dalla Corte di Londra che ha emesso l’ordine formale; per evitare che questo avvenga Assange può sperare nell’intervento della ministra degli interni britannica.

Negli Stati Uniti ad Assange sono stati rivolti 18 capi di imputazione dopo che WikiLeaks ha pubblicato centinaia di file e documenti riservati.

Julian Assange: il via libera all’estradizione

La decisione è stata presa dalla Westminster Magistrates’ Court di Londra, che ha emesso l’ordine formale di estradizione negli Stati Uniti per Julian Assange.

Per il co-fondatore di WikiLeaks non sembra esserci altra via, a meno che non arrivi un intervento diretto della ministra degli interni Priti Patel che dovrebbe in realtà vidimare la decisione sul trasferimento dell’attivista australiano, oppure un ricorso dell’ultimo minuto presso l‘Alta Corte.

La firma di Patel dovrebbe arrivare entro un massimo di 28 giorni. Assange ha preso parte all’udienza in video-call dal carcere di Belmarsh, sito a sud-est di Londra.

Cosa rischia Julian Assange negli Stati Uniti

Julian Assange rischia una condanna totale a 175 anni di carcere per aver reso pubblici documenti che avrebbero dovuto essere secretati, fatto avvenuto nel 2010, relativi ad esempio a crimini di guerra commessi dalle forze statunitensi in Iraq e Afghanistan.

Che cos’è WikiLeaks

È il 2006 quando Julian Assange fonda Wikileaks ispirandosi all’enciclopedia gratuita online Wikipedia.

La piattaforma studiata da Assange è un portale in cui sono state rese pubbliche diverse informazioni che in realtà dovrebbero essere riservate.

La pubblicazione dei documenti secretati lo ha reso, negli Stati Uniti, “nemico pubblico” e Bill Keller, editorialista del New York Times ha scritto che: Assange disprezzava apertamente il governo statunitense e si sentiva braccato.

In vista di un possibile disastro, si era tutelato distribuendo copie criptate del suo archivio segreto ai suoi sostenitori.Se Wikileaks fosse stato chiuso, o lui fosse stato arrestato, avrebbe divulgato la chiave per decifrare quelle informazioni”.

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