Cronaca dal Mondo

Uccide la moglie ed inscena una rapina: l’uomo confessa il motivo dopo ore di interrogatorio

I retroscena dell'omicidio di Caroline Crouch, uccisa da suo marito Babis Anagnostopoulos, inscenando una rapina finita male in casa: è iniziato il processo contro l'uomo.
Babis Anagnostopoulos, l'uomo accusato di aver ucciso sua moglie inscenando una rapina

In questi giorni si è aperto ufficialmente il processo contro Babis Anagnostopoulos, pilota greco accusato di aver ucciso sua moglie, Caroline Crouch di 19 anni. Inizialmente aveva dichiarato alla polizia di essere stati vittime di un rapinatore che avrebbe ucciso la donna in un tentativo di furto. La versione non era sembrata convincente e gli inquirenti sono riusciti a far confessare l’uomo

L’omicidio di Caroline Crouch: cos’è successo

Era maggio del 2021 quando, stando a quanto si apprende in sede processuale, riportato da Metro.co.uk, Christos Vardikos interviene con i colleghi delle forze dell’ordine in casa dalla coppia.

 L’uomo ricorda di aver visto come prima cosa il busto del cane della famiglia, Roxy, “appeso ad una ringhiera”, sentendo poi una richiesta d’aiuto. 

Al piano di sopra, in camera, l’agente ha trovato la donna legata e sdraiata a letto, esanime, con la piccola figlia Lydia di 1 anno accanto. Anagnostopoulos era, invece, legato ed imbavagliato su una sedia vicino al letto. L’agente avrebbe dunque appurato la morte di Caroline Crouch e salvato sia la bambina che l’uomo. Lui per prima cosa si sarebbe “seduto sul letto, colpendo al donna e chiedendole ‘Tesoro, stai bene?’”, secondo quanto ricorda Vardikos.

 

Il racconto di Babis Anagnostopoulos

Babis, riacquisita la calma, avrebbe raccontato agli agenti la sua versione dei fatti, testimoniando come la sua famiglia sarebbe stata vittima di un furto finito in tragedia. I ladri avrebbero manomesso il sistema di videosorveglianza, impiccato il cane della coppia alla ringhiera esterna ed, infine, legato lui e la moglie. Avrebbero, dunque, torturato per oltre un’ora la donna nel tentativo di sapere dove tenessero i soldi, per poi strangolarla davanti alla figlia

Le indagini per l’omicidio della moglie: la finta rapina

La versione raccontata dall’uomo non avrebbe pienamente convinto gli inquirenti, ma neppure Vardikos e i suoi uomini sulla scena.

Qualcosa “non sembrava a posto”, ha raccontato, “gli abbiamo detto di non toccarla, ma continuava a picchiarla, era come se stesse recitando”. Secondo l’agente poteva non poteva trattarsi dello shock perché “il suo intero comportamento era un po’ strano e sembrava che fosse troppo calmo”.

Dalle indagini, come riporta GreekReporter, sarebbe poi emerso che le incongruenze con la versione dell’uomo erano parecchie. Innanzitutto, dai dati dello smartwatch della donna risultava che la sua morte sarebbe avvenuta parecchio tempo dopo quanto dichiarato da lui, così come il fatto che il sistema di sorveglianza fosse stato disattivato diverse ore prima della presunta effrazione. 

La confessione di Babis Anagnostopoulos

Due ulteriori dettagli hanno convinto gli inquirenti che qualcosa non fosse giusto. L’uomo aveva dichiarato di essere stato legato tutto il tempo, ma i suo cellulare aveva registrato sia dei passi in giro per casa, che l’effettivo utilizzo del telefono durante il rapimento.

Inoltre, le trascrizioni degli ultimi messaggi tra la coppia indicherebbero che nei momenti precedenti all’omicidio stavano litigando e che in generale stavano attraversando una crisi.

 

Gli inquirenti avrebbero dunque chiesto all’uomo di raggiungerli in centrale, per identificare visivamente un sospettato. Giunto in centrale hanno interrogato Anagnostopoulos per 8 ore, sempre secondo il GreekReporter, portandolo infine a confessare l’omicidio

Il motivo dell’omicidio di Caroline Crouch

Le ragioni che l’hanno spinto a compiere il gesto sono fin troppo comuni. La donna, in seguito ad un litigio, avrebbe intimato all’uomo di andarsene, spingendolo e colpendolo, come riporta IlGiorno, ma anche spingendo la culla con la piccola di 11 mesi al suo interno.

Lui non ci avrebbe più visto, colpendo ed uccidendo la donna per poi inscenare la rapina. Secondo la difesa dell’uomo, però, non si tratterebbe di omicidio premeditato, ma di un crimine passionale, dettato dalla rabbia del momento. 

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