Politica

Che tempo che fa, Luigi Di Maio sulla guerra in Ucraina: “Putin non viene al tavolo, dobbiamo lavorare per portarcelo”

Ieri a Che tempo che fa il ministro Luigi Di Maio ha ribadito quali dovrebbero essere le mosse chiave del governo italiano nel contesto del conflitto in Ucraina.
Che tempo che fa, Luigi Di Maio sulla guerra in Ucraina: "Putin non viene al tavolo, dobbiamo lavorare per portarcelo"

Ieri, a Che tempo che fa, il ministro degli esteri Luigi Di Maio è intervenuto sul tema dibattuto degli aiuti alla guerra in Ucraina, ribadendo la necessità di far pervenire aiuti ma ribadendo quanto sia ancor più fondamentale riaprire a dei seri negoziati.

Luigi Di Maio sui negoziati: cercarli ad ogni costo per avere il cessate il fuoco

Negoziati attivi prima di tutto: questa è la posizione di Di Maio, che dovrebbe essere, a detta del ministro, quella di tutta Europa. “Il negoziato purtroppo è fermo, ma l’Italia, insieme ad altri Paesi, non ha mai smesso di lavorare per ravvivarlo”, dichiara: “Stiamo sostenendo l’Ucraina, che è la Resistenza europea, non è soltanto una Resistenza ucraina, e allo stesso tempo stiamo lavorando per ravvivare il negoziato”. Il fine ultimo del negoziato è arrivare ad un cessate il fuoco, e questo avrebbe motivato i viaggi diplomatici di Di Maio delle ultime settimane: “ Il mio viaggio in India di questa settimana, il viaggio del Presidente Draghi negli Stati Uniti, i contatti diretti con il Ministro degli Esteri turco che continuo ad avere, servono a rimettere in moto il negoziato e arrivare a un “cessate il fuoco” il prima possibile”.

L’invito di Di Maio è che altri Paesi si mostrino più partecipativi. Finora ad ogni modo i passi in direzione di Mosca da parte dell’Ucraina sono stati evidenti, dice il ministro: “ Vorrei vedere molti più Paesi europei più attivi in questo momento storico, per rimettere in piedi il negoziato, partendo dalle concessioni che ha già fatto Zelensky. Zelensky è aperto sulla neutralità dell’Ucraina, mettendo in discussione l’ingresso della NATO, e allo stesso tempo ha dato anche una disponibilità sul negoziato dicendo che potrebbe non considerare più la Crimea ucraina”. Sul fatto che Putin abbia finora dimostrato una resistenza alle concessioni in fasi di negoziato, dice: “finché Putin non viene al tavolo, noi dobbiamo lavorare per portarcelo e allo stesso tempo dobbiamo supportare gli ucraini e lo facciamo nell’ambito del principio internazionale di un popolo che si difende”.

Giuseppe Conte e gli aiuti per “legittima difesa”: no escalation su territorio russo

Di Maio ha anche dichiarato di essere pienamente d’accordo su quanto sta dicendo sul tema “aiuti” Giuseppe Conte, Presidente del MoVimento 5 Stelle: “Questo Governo di unità nazionale serve per garantire e proteggere l’Italia come uno scudo dal rischio instabilità generato da crisi. In questo momento credo che anche quello che ha detto Giuseppe Conte sulla legittima difesa sia pienamente condivisibile. Il tema di supportare l’Ucraina nell’ambito del diritto alla legittima difesa, e il diritto alla legittima difesa su suolo ucraino, è pienamente condivisibile e l’Italia continuerà a lavorare per la pace supportando anche l’esercito ucraino per garantirgli il diritto alla legittima difesa”.

L’intenzione è dunque quella di aiutare, senza permettere che gli aiuti militari permettano un attacco in territorio russo: “Qualche tempo fa c’era stato un ministro UK che aveva affermato fosse legittimo colpire il suolo russo con le armi che fornivamo. Questo non è condivisibile dal Governo italiano, noi vogliamo lavorare per arrivare all’accordo di pace. Tutto il supporto che daremo all’Ucraina è legato alla legittima difesa”.

Energia e forniture, spazio alle rinnovabili per l’autosufficienza energetica

Sul problema energia e forniture, Di Maio invece spiega: “ L’Italia non avrà problemi nelle forniture, il vero tema è che noi negoziamo negli accordi le quantità, il prezzo da cui dipende anche l’energia elettrica, si decide invece in Europa. Per questo dobbiamo mettere il tetto massimo: non è un tema di quantità ma di speculazione finanziaria sul prezzo del nostro gas. Questo non possiamo permettercelo“. Il ministro ha ribadito ancora una volta che il percorso da seguire dovrebbe essere quello delle energie rinnovabili: “Raggiungere l’autonomia significa investire nell’autosufficienza energetica, questo passa per le energie rinnovabili che sono un obiettivo di medio-lungo termine dell’Italia“.

Potrebbe interessarti