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Alpini, il corpo militare nato per combattere in montagna: come nascono, chi li ha creati, la storia

Dopo la costituzione dello Stato italiano si decise di creare un corpo militare adatto a vivere e combattere in montagna, nonché capace di interagire con la popolazione locale.
Alpini, il corpo militare nato per combattere in montagna: come nascono, chi li ha creati, la storia

Il corpo degli Alpini è forse uno dei più amati e rispettati corpi militari dell’esercito italiano. La storia del corpo degli Alpini è antica e prestigiosa e, ancora oggi, il loro ruolo è stato spesso fondamentale in operazioni di soccorso civile.

All’epoca del regio esercito, in epoca monarchica, fu costituito un corpo di difesa adatto a combattere e difendere in ambiente montano e a determinate altitudini. A quell’epoca si trattava principalmente di volontari garibaldini che erano in grado di gestire la difesa su terreni impervi, basse temperature e condizioni climatiche complesse.

Alpini, la storia inizia con la nascita del Regno d’Italia

Con la Costituzione dello Stato italiano vi fu anche una riforma dell’esercito e si decise di costituire un corpo militare affidandolo a persone di origine montana.

La costituzione degli Alpini era lo specchio di un’Italia nuova, governata da nuovi principi: anche l’esercito doveva rispecchiare resistenza di varie nature nel suo Stato, con lo sfruttamento delle potenzialità di ogni tipo di abitante del territorio nazionale. Fu il Capitano di Stato maggiore Giuseppe Perrucchetti a concretizzare il progetto del corpo alpino ed a capire l’importanza di una difesa sui confini montani, sempre presente in loco e capace di gestire l’asprezza del territorio.

Fu così che nacque anche il motto degli Alpini, a testimonianza della loro funzione chiave, ovvero essere lo sbarramento per chiunque volesse invadere il territorio italiano: “Di qui non si passa”.

Alpini e popolazioni locali: un legame antico e solido

Le condizioni dell’Italia dell’epoca, a livello culturale, giustificano ulteriormente la scelta di selezionare militari “in loco”: in un’epoca in cui l’Italia era sì unita, ma divisa linguisticamente, un soldato originario di altre zone difficilmente si sarebbe integrato con le popolazioni locali fatte di piccole realtà di Paese con altissimi tassi di analfabetismo.

E, se non riusciva a interagire con esse, come avrebbe potuto difenderle?

Gli Alpini erano, in sostanza, figli, mariti e fratelli degli abitanti del luogo: questo portò ad una coesione tra esercito e popolazione che, ancora oggi, si riflette nel rispetto e nell’ammirazione che i cittadini spesso hanno per il corpo degli Alpini che, più di altri, viene percepito come familiare e amico.

Alpini, le prime missioni: la terra d’Africa

Le prime imprese degli Alpini non furono però fortunate.

In barba a tutti i princìpi che ne portarono alla costituzione, il corpo alpino fu mandato in Etiopia, territorio caldo e a loro ostile, dal Presidente Francesco Crispi, al grido di:Lo facciamo tanto per prova.

La prova andò malissimo: sopravvissero 92 Alpini su 945. Anche la successiva missione, sempre in terra d’Africa, non portò successi.

Nel corso della prima guerra mondiale gli Alpini ebbero spesso un ruolo importante e furono presenti a molte battaglie celebri come a Caporetto, all’Ortigara e sulle crode dolomitiche.

Durante la seconda guerra mondiale furono molti gli Alpini che divennero partigiani e agli Alleati (chi si unì agli alleati combatté soprattutto al Sud).

Negli anni recenti gli Alpini sono stati inviati in Afghanistan, nel 2022, dove sono state non poche le perdite del corpo. A causare la morte di molti militari sono state mine ed ordigni improvvisati.

Per quanto riguarda gli aiuti alla popolazione civile in Italia, gli Alpini hanno avuto un ruolo importante in casi come il disastro del Vajont, il terremoto in Irpinia o l’alluvione in Valtellina.

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