Animal Equality

Basta #BugieInEtichetta: perché i Ministeri devono agire subito per il benessere animale e per i consumatori

Cosa si nasconde dietro le diciture che troviamo sulle etichette dei prodotti che compriamo? Animal Equality mette sotto la lente di ingrandimento il nuovo progetto del Governo.
Basta #BugieInEtichetta: perché i Ministeri devono agire subito per il benessere animale e per i consumatori

A cura di Alice Dominese

Benessere animale” è un claim che potrebbe presto comparire sulle etichette dei prodotti di origine animale nei negozi e nei supermercati italiani e soprattutto potrebbe comparire come bollino di Stato, avallato dal Ministero della Salute e quello delle Politiche Agricole. Ma la verità è che il progetto attuale non tutela né animali né consumatori. 

La proposta del Governo per le etichette dei prodotti

L’obiettivo di un “Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale” così come proposto dal Governo dovrebbe essere quello di garantire il rispetto di standard migliorativi relativi al benessere degli animali allevati a scopo alimentare, ma il progetto attuale delineato dai Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole favorisce invece gli allevatori che lavorano ai margini degli standard minimi di legge e provoca disinformazione a svantaggio dei consumatori.

In termini di marketing, se questo decreto venisse approvato il Made in Italy rimarrebbe sulla strada del vecchio modello di produzione ai danni di animali, ambiente e clima, svalutando completamente gli impegni già presi da produttori e aziende che stanno realmente lavorando su politiche di miglioramento del benessere animale.

Le Bugie in etichetta: cosa succede veramente

Negli ultimi mesi, le 14 associazioni aderenti alla “Coalizione contro le #BugieInEtichetta” hanno più volte proposto delle modifiche concrete attraverso un dialogo con i Ministeri e svolto proteste online e su strada per chiedere ai Ministri competenti di agire contro questo progetto ingannevole.

Dopo una prima protesta a inizio aprile davanti ai Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute e un tweetstorm entrato in tendenza sui social, le associazioni hanno deciso di scendere nuovamente in strada a Roma giovedì 5 maggio.

Attraverso due flash mob pacifici davanti alle sedi dei Ministeri, gli attivisti hanno mostrato cartelloni e banner che recitavano “Stop Bugie in etichetta e “Questo non è benessere animale”. 

Le proteste contro le Bugie in etichetta

Le azioni digitali e su strada promosse dalla coalizione hanno l’obiettivo di informare le persone e chiedere, anche da parte dei giovani, che i Ministri si impegnino ad intervenire su un progetto di etichettatura che i cittadini non condividono, in quanto privo dei criteri necessari a garantire un maggiore rispetto degli animali allevati a scopo alimentare e della necessaria trasparenza e chiarezza nei confronti dei consumatori.

 

Le associazioni hanno chiesto più volte la revisione del decreto in alcuni, precisi, punti essenziali:

  • l’introduzione di più livelli (di cui almeno 2 al coperto) diversificati per ogni specie chiaramente visibili in etichetta,
  • la cancellazione di riferimenti non attinenti al benessere animale
  • e la considerazione dei bisogni etologici di specie, della densità di animali e delle condizioni di trasporto tra i criteri atti a determinare il benessere animale. 

Senza queste modifiche essenziali, etichettare con il claim “benessere animale” i prodotti sarebbe un mero atto di inganno nei confronti dei consumatori e degli allevatori che già hanno avviato una reale transizione, a scapito di una maggiore tutela degli animali allevati.

 

Mai come in questo momento in cui la grande richiesta di cereali da parte degli allevamenti intensivi rischia di compromettere ulteriormente il sistema agroalimentare europeo già minacciato dalla guerra e dai cambiamenti climatici, servirebbero misure che spingano gli allevatori ad abbandonare i sistemi intensivi, per scegliere metodi più rispettosi degli animali e dell’ambiente. 

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