Cronaca Nera

Uccide la moglie incinta, chiama il 112 e resta in silenzio: le registrazioni al processo per femminicidio

Il corpo della donna era stato ritrovato la mattina successiva dai carabinieri. La coppia viveva in una delle stanze del residence per i lavoratori stagionali in Alto Adige.
Uccide la moglie incinta, chiama il 112 e resta in silenzio: le registrazioni al processo per femminicidio

Si sta tenendo a Bolzano il processo a carico di Mustafa Zeeshan, il pizzaiolo di origini pachistane accusato di omicidio aggravato per la morte della moglie. Fatima aveva 28 anni ed era incinta di 8 mesi quando è stata uccisa per strangolamento nel 2020; durante l’udienza è stata ascoltata la registrazione della chiamata al 112 fatta dall’uomo dopo l’omicidio.

La chiamata al 112 dopo aver soffocato la moglie incinta

Una chiamata durata circa due minuti, durante i quali è rimasto in un silenzio rotto solo da un pianto continuo, questo quanto fatto ascoltare in aula dalla difesa di Mustafa Zeeshan.

Subito dopo la chiamata fatta dall’uomo ne è seguita un’altra che ha reso possibile la localizzazione dell’indirizzo; quando i soccorsi sono arrivati hanno trovato Fatima, la moglie, morta per soffocamento.

Lo scopo dell’ascolto inseguito dalla difesa sarebbe quello di porre l’attenzione sulla reazione emotiva che ebbe l’imputato dopo il femminicidio per poter ottenere l’attenuante. Inizialmente la difesa aveva chiesto al giudice per l’udienza preliminare il non luogo a procedere dopo che una perizia psichiatrica, riferisce Ansa, pare avesse messo in luce un grave disturbo comportamentale del sonno che affliggerebbe l’imputato.

Il giudice aveva comunque deciso di rinviare a giudizio l’indagato.

Donna di 28 anni uccisa: era incinta di 8 mesi

I fatti risalgono al 29 gennaio 2020 in una stanza del residence occupato da lavoratori stagionali dove la coppia viveva a Versciaco in Alto Adige.

Mustafa Zeeshan lavorava come pizzaiolo in un ristorante nella zona sciistica. La donna era stata trovata poi trovata la mattina successiva priva di vita; l’esito dell’autopsia aveva individuato la causa della morte nello strangolamento e sul corpo erano stati trovati segni di violenza in lividi ed ecchimosi.

Fin da subito il marito della donna si è chiuso nel silenzio e inizialmente non aveva comunicato neanche con il suo legale difensore. L’uomo è stato accusato di omicidio volontario aggravato e di interruzione di gravidanza non consensuale, essendo la moglie incinta al momento della morte.

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