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Alberto Tomba, chi è e cosa fa ora il mito dello sci: l’amore con Martina Colombari e le vittorie alle Olimpiadi

Alberto Tomba è stato per decenni il simbolo del puro talento sportivo: è stato anche una figura pubblica molto chiaccherata, che ora ha deciso di rendere prioritaria la riservatezza sulla sua esistenza.
Alberto Tomba, chi è e cosa fa ora il mito dello sci: l'amore con Martina Colombari e le vittorie alle Olimpiadi

Lo chiamavano Tomba la Bomba: lui, quando gli chiesero chi sarebbe venuto dopo di lui a splendere sulle piste da sci, aveva risposto: “Dopo Alberto Tomba c’è solo l’oltretomba”. Non c’era spazio per il silenzio nella vita dell’Alberto nazionale, il grande campione che tra gli anni ’80 e ’90 fece sognare tutta Italia. Nel 1988, allo sci, erano appassionati pure quelli che abitavano a Bagnara Calabra: c’era Albertone che portava orgoglio a tonnellate al Paese, e lo faceva con altissimo profilo.

Alberto Tomba, il campione più amato: gli inizi e Castel de’ Britti

Alberto Tomba non era solo bravo: era eccezionale.

Non era solo affabile: era irresistibilmente simpatico. Non era solo sicuro di sé: era il re della sbruffoneria. Per primo, nel nostro Paese, ha dimostrato che un grandissimo talento poteva ad amare uno sport che non fosse il calcio. Dopo di lui, chi? Valentino Rossi, certamente. E Varenne. Ma pochissimi altri.

Non è stato un vero montanaro alpino a portare gloria nel mondo dello sci italiano, ma un ragazzo di Castel de’ Britti, una frazione bolognese immersa nella pianura calda dell’Emilia Romagna. Non c’era neve a Castel de’ Britti e manco la si cercava, tanto che il giovanissimo Tomba aveva inizialmente accarezzato il sogno di diventare calciatore.

La vita lo portò comunque sugli Appennini, dove in breve tempo dimostrò che sugli sci era veloce come una spia, nonostante non avesse il fisico di una silfide. 

Alberto Tomba, l’incontro con Gustav Thöni

A scoprire il torello Tomba fu Gustav Thöni, campione italiano con cognome consono al ruolo, che solo a sentirlo nominare ti sembra di essere ad alta quota. All’epoca Tomba era molto giovane e stava sciando al Tonale. Sarà Thoni a raccontare di quella prima volta con il Fenomeno: “Era nella squadra C e faceva da apripista alla A.

Uscì due volte, ma andava a manetta. Chiesi a Pietrogiovanna: “Chi è?”. E Tino: “Lascia stare, è di Bologna ed è un figlio di papà”. Per fortuna non gli ho dato retta”. Il binomio Thani-Tomba ha vinto di tutto, sempre e comunque nello slalom: 3 ori a Calgary alle olimpiadi, 2 bronzi a Crans-Montana e 3 coppe del mondo.

Alberto Tomba, la vita privata e l’amore con Martina Colombari

Il ciclone Tomba, nel 1988, investì l’Italia: per la prima e unica volta un evento sportivo bloccò persino un evento sacro come il Festival di Sanremo, la cui diretta venne interrotta per far vedere Tomba la Bomba che stravinceva a Calgary.

La pressione era ovviamente moltissima, anche per un carattere forte come lui: un Dio si crea come si distrugge, e se non vince, non c’è pietà per lui. Così, Tomba vive nell’ansia di dover portare a casa sempre più successi, il che può essere difficile nel momento in cui uno ha già toccato la vetta: nessuno può rimanere in cima al monte per l’eternità.

La sua vita privata, in particolare, viene disseminata dai rotocalchi: Tomba piace ma fa tante gaffe, finisce sui giornali, ha la reputazione dello sbruffone da telecamera. Quando incontra Martina Colombari, suo primo e ultimo amore ufficializzato, la sua quotidianità viene infilata in un tritacarne: Tomba e la Miss Italia del momento non possono fare un passo, darsi un bacio o litigare in pubblico senza che finisca sulla bocca di tutti.

La fine della carriera arriva nel 1998 con lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana, che Tomba vince nel delirio del pubblico. Da allora non si è mai allontanato dallo sci, diventando consulente e anche commentatore, in occasione dei giochi olimpici del 2014. Ha mantenuto però un grandissimo riserbo sulla sua vita privata: nessuno sa dove viva, né se abbia una moglie.

dopo anni nel tritacarne, ora Tomba ha messo sul piedistallo il suo trofeo più importante: l’ottenimento di un meritato anonimato.

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