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Otto e Mezzo, Andrea Scanzi avvelenato contro Di Maio: “Quando ti liberi di una serpe in seno…”

Andrea Scanzi è intervenuto sul caso dell'addio di Luigi Di Maio al movimento 5 Stelle: le parole del giornalista dopo la decisione del Ministro degli Esteri.
Otto e Mezzo, Andrea Scanzi avvelenato contro Di Maio: "Quando ti liberi di una serpe in seno..."

In una torrida serata d’estate Luigi Di Maio ha detto basta al Movimento 5 Stelle, e lo ha fatto rinnegando il Movimento 5 Stelle.

Luigi Di Maio è il politico che forse più di tutti si è allontanato dall’ideologia del Movimento degli esordi ed è anche quello che ha avuto la carriera politica più rosea -e se consideriamo che quello che è rimasto più fedele a quell’ideologia è Alessandro Di Battista, finito nel dimenticatoio politico, c’è molto su cui riflettere. L’attuale Ministro degli Esteri ieri ha lasciato il M5S chiarendo, soprattutto, che non è per niente vero che “uno vale uno”, frase carissima ai fondatori Grillo e Casaleggio, e che anzi bisogna accettare che per incarichi di responsabilità serve selezionare con attenzione: “per fare progredire l’Italia da Nord a Sud abbiamo bisogno di aggregare i migliori talenti e le migliori capacità, perché uno non vale l’altro”.

Andrea Scanzi su Di Maio: “L’allontanamento potrebbe essere positivo”

Se Marco Travaglio, parlando prima dell’annuncio di Di Maio, aveva dichiarato che secondo lui Di Maio non aveva niente a che fare con il ragazzo di Pomigliano d’Arco arrivato al Movimento senza carte da giocare, lo segue a ruota Andrea Scanzi dopo la notizia dell’addio: “L’allontanamento di Di Maio potrebbe essere positivo, quando ti liberi di una serpe in seno non hai più alibi.

Di Maio non prevedeva che Conte diventasse più popolare di lui. Si è innamorato della politica: può candidarsi con tutti i partiti, ma oggi ha meno voti di Boschi e Renzi, però è molto forte nel Palazzo”. Luigi Di Maio, negli ultimi anni, ha in effetti mostrato di sapersi muovere piuttosto bene politicamente.

Alessandro Di Battista: Di Maio, il ritorno in politica e “le bolle”

Sulla questione ovviamente è intervenuto anche Alessandro Di Battista, visto per molto tempo, insieme a Di maio, come l’altra faccia della politica: uno più composto e istituzionale, l’altro urlatore e pasionario.

“Quest’ennesima lacerazione è figlia di quella scelta scellerata” ha spiegato Di Battista al TG2 “ovvero di appoggiare un governo (quello di draghi, ndr) dove governano tutti, che è una cosa davvero in contrasto con la storia del movimento”. Sul suo, di futuro, chiarisce invece: “Si possono anche condurre battaglie politiche senza essere pagati con denaro pubblico”. E d’altronde lui stesso lo aveva detto, anni fa, che i palazzi di potere gli facevano “venire le bolle”.

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