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Otto e Mezzo, Giuseppe Conte e il sospetto su quel nome potente dietro l’addio di Luigi di Maio al M5S

Luigi Di maio ha fatto tutto da solo? In molti si chiedono la scelta di dire addio al Movimento sia stata presa dal ministro in autonomia o se ci sia dietro qualcuno.
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Non cala la tensione dopo l’addio di Luigi Di Maio al Movimento 5 Stelle annunciato dallo stesso ministro degli esteri un paio di giorni fa. Ovviamente, in un primo momento sono arrivate le reazioni di tutti: dai giornalisti più vicini alla storia del movimento (Marco Travaglio ed Andrea Scanzi in primis) ai grandi protagonisti della questione, come Giuseppe Conte, leader attuale del Movimento.

Luigi Di Maio vs Giuseppe Conte: motivi personali dietro l’addio ai 5 Stelle

Luigi Di Maio se n’è andato dal Movimento 5 Stelle per vari motivi, tra cui l’ormai palese distanza ideologica dai fondamenti del Movimento.

Uno di questi motivi è sicuramente la presenza di Giuseppe Conte, figura scomoda che gli ha sicuramente portato via alleati, proseliti e presenza all’interno del Movimento. L’ex presidente del consiglio, dal canto suo, ha accumulato sempre più consensi negli ultimi mesi ed ora sembra ritrovarsi nella posizione di essere unico inquilino di una casa per due. Insomma, di avere molto spazio per sé. Ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, Conte ha comunque assicurato che quella di Di maio non può essere stata una scelta impulsiva. Inoltre, quando Gruber chiede se si tratti una musica suonata a 4 mani -se ci sia insomma un alleato nella decisione di Di Maio- Conte non risponde, è ermetico, chiede che la giornalista scopra le carte: “Sia più specifica”, le dice.

L’ipotesi, non dichiarata, è che ci sia il premier ad aver allungato la mano ed aver appoggiato la mossa del ministro degli esteri.

Giuseppe Conte e il consiglio per Luigi Di Maio

Giuseppe Conte non ha paura di sbilanciarsi riguardo a qualche dovrebbe essere ora la prossima mossa di Di maio, pur rimanendo criptico: “Io le dimissioni non le chiederò. A Di Maio dico: interroghi la sua coscienza”. Insomma, forse modo più esplicito nell’essere impliciti nel chiedere le dimissioni da ministro degli esteri di Luigi Di Maio, forse non c’era.

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